L’Ue scommette sul mercato unico dei dati e rafforza la protezione delle aziende europee

La vicepresidente della Commissione Ue Margrethe Vestager alla conferenza stampa di presentazione del Data Governance Act [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ / POOL]

Le nuove regole mirano ad offrire ai dati aziendali e a quelli degli enti pubblici la stessa tutela che il GDPR garantisce ai dati personali.

Per facilitare la condivisione dei dati non personali in tutta l’Ue e in tutti i settori, al fine di creare ricchezza per la società e contrastare la posizione di dominio delle big tech in materia, servono nuove norme. La Commissione europea ne è convinta da tempo e proprio per questo ha deciso di presentare una nuova proposta di regolamento: il Data governance act.

Per l’Ue si tratta di una partita decisiva, anche da un punto di vista economico. Secondo i calcoli della Commissione, l’accesso ai dati e il loro riutilizzo possono generare vantaggi valutabili fra l’1 e il 2,5% del prodotto interno lordo dell’Ue. E con il Data governance act il valore economico annuale della condivisione dei dati potrebbe aumentare da 7 fino 11 miliardi entro il 2028.

Il regolamento getterà le basi per un nuovo modo di gestire i dati a livello europeo che rispetti i valori e principi dell’Ue, come la protezione dei dati personali (GDPR), la protezione dei consumatori e le norme sulla concorrenza. “Alla base del nuovo approccio vi sarà la neutralità e la trasparenza degli intermediari di dati (i soggetti che organizzano la condivisione o la messa in comune dei dati), che servirà ad aumentare la fiducia degli utenti. Per garantire la neutralità, l’intermediario non può trattare i dati per proprio conto e dovrà rispettare requisiti rigorosi”, si legge in una nota della Commissione.

“I cittadini e le imprese non sono obbligati a condividere tutti i loro dati. Ma se lo fanno e condividono anche dati sensibili dovrebbero potersi fidare e avere la certezza che i dati saranno protetti. Vogliamo dar loro gli strumenti necessari a mantenere il controllo dei dati e aumentare la fiducia nel fatto che il trattamento dei dati avviene nel rispetto dei valori e dei diritti fondamentali europei”, ha spiegato la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager.

Il regolamento prevede anche una serie di misure per favorire il riutilizzo dei dati sanitari, per far progredire la ricerca di cure per le malattie rare o croniche, e soluzioni che diano agli europei il controllo sull’uso dei dati che generano.

L’ambizione è consentire all’Ue di affermarsi come leader in materia di dati industriali, dato che sul fronte dei dati personali la sfida è già persa.  “Considerato il ruolo sempre maggiore che i dati industriali hanno nella nostra economia, l’Europa ha bisogno di un mercato unico dei dati aperto ma sovrano”, ha sottolineato il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton.

Il Data governance act affiancherà il Digital service act, che Bruxelles presenterà la prossima settimana. La legge sui servizi digitali segna il tentativo più ambizioso di tenere a freno le big tech. I dettagli non sono ancora noti, ma stando a quanto la Commissione ha suggerito finora, i piani potrebbero includere misure per reprimere i venditori illegali e le contraffazioni, nonché nuove regole su sicurezza online, responsabilità delle piattaforme, concorrenza e governance dei servizi online. In un’intervista all’Ansa Breton ha anticipato che nel regime di sanzioni del nuovo pacchetto normativo ci sarà anche “la separazione strutturale” delle operazioni europee delle Big Tech, ma sarà usata solo in ultima istanza.