A Firenze nasce l’Osservatorio europeo dei media digitali. Breton: “Punto di riferimento nella lotta alle fake news”

Donald Trump visits Los Angeles [EPA-EFE/ETIENNE LAURENT]

Il progetto, entrato in funzione il 1° giugno, è finanziato dall’Unione europea e riunisce fact checker, esperti di alfabetizzazione mediatica e ricercatori accademici.

“La disinformazione sta diventando sempre più una minaccia per le nostre società democratiche e dobbiamo combatterla. Nel farlo, difenderemo i valori e i diritti fondamentali europei, compresa la libertà di espressione e di informazione. L’Osservatorio indipendente europeo dei media digitali è un elemento importante del nostro approccio promuove il controllo dei fatti e migliora la nostra capacità di comprendere meglio la diffusione della disinformazione online”, ha spiegato Vera Jourova, vicepresidente della Commissione europea con delega ai valori democratici e alla trasparenza in occasione del lancio dell’Osservatorio europeo dei media digital, che avrà sede a Firenze all’interno dell’Istituto universitario europeo.

“Gli ultimi mesi hanno nuovamente dimostrato il grave e dannoso impatto che la disinformazione può avere sulla nostra salute, società ed economie. L’Osservatorio sarà un importante punto di riferimento per combattere, smascherare, comprendere e analizzare le attività di disinformazione in Europa”, ha aggiunto il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton.

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Edmo indagherà le ragioni che stanno alla base delle fake news, così come le tecniche e i metodi utilizzati nella disinformazione online attraverso ricerche mirate. “Ci impegneremo con piattaforme online come Facebook e Twitter per creare un accesso sicuro per i ricercatori ai set di dati rilevanti per la ricerca”, ha aggiunto Renaud Dehousse, presidente dell’Istituto universitario europeo. Gli utenti potranno accedere alla piattaforma sicura Edmo per attività di fact checking e collaborazione con altri utenti.

“Forniremo anche materiali ai professionisti dell’alfabetizzazione mediatica, agli insegnanti e ai cittadini per aumentare la consapevolezza della società sulla disinformazione online, la cui importanza è dimostrata ancora una volta dallo scoppio della disinformazione intorno alla recente epidemia Covid-19”, ha concluso Dehousse.