Libertà di stampa, in Europa aumentano le pressioni sui giornalisti. Bulgaria fanalino di coda

La mappa del World Press Freedom Index

L’Europa rimane la regione più sicura per la libertà d’informazione ma, nonostante questo, anche nel Vecchio Continente si sono moltiplicate le aggressioni e gli arresti arbitrari secondo il rapporto di Reporter senza frontiere.

La situazione in tutta l’Ue sta diventando sempre più eterogenea.  Il Paese più virtuoso è la Finlandia, mentre la Bulgaria si conferma la pecora nera. È questo lo scenario fotografato dal World Press Freedom Index di Reporter senza frontiere (RSF).

Il 73% dei 180 Paesi valutati dalla ong è caratterizzato da situazioni ritenute “gravissime”, “difficili” o “problematiche” per la professione La più ‘virtuosa’ in assoluto resta la Norvegia, che mantiene il primo posto per il quinto anno consecutivo. In fondo alla classifica invece c’è l’Eritrea. Il report cataloga i Paesi utilizzando uno schema a colori, che va da buono (bianco) e abbastanza buono (giallo) a problematico (arancione), cattivo (rosso) e pessimo (nero).

La situazione nell’Ue

“L’Europa continua ad essere il continente più favorevole alla libertà di stampa, ma la violenza contro i giornalisti è aumentata, e i meccanismi che l’Unione europea ha stabilito per proteggere le libertà fondamentali non hanno ancora allentato la presa del [primo ministro] Viktor Orbán sui media ungheresi o fermato le misure draconiane adottate in altri paesi dell’Europa centrale”, afferma Reporter senza frontiere.

Tra i Paesi dell’Unione Finlandia (al 2° posto), Svezia (al 3°) e Danimarca (al 4°) sono quelli in cui ai giornalisti viene garantita maggiore libertà. I peggiori invece sono: Grecia (al 70° posto) Malta (all’81°) Ungheria (al 92°) e Bulgaria (al 112°).

Rispetto alla classifica del 2020, la Grecia, dove recentemente è stato ucciso un importante giornalista, è scivolata di cinque posti nella classifica, l’Ungheria di tre, la Polonia e la Slovacchia di due posti e la Romania e la Bulgaria di un posto. La Croazia invece è salita di tre posizioni nella classifica. L’Italia si conferma al 41° posto.

La Germania quest’anno esce dalla ‘zona bianca’ (che indica una buona situazione), retrocedendo di due posizioni nella classifica, “perché decine di giornalisti sono stati attaccati da manifestanti vicini a movimenti estremisti e cospiratori durante le manifestazioni contro le restrizioni anti Covid”.

Anche in Francia, che si è classificata al 34°, numerosi giornalisti sono stati picchiati o colpiti da lacrimogeni lanciati dalla polizia, soprattutto durante le manifestazioni contro il disegno di legge sulla “sicurezza globale”, e altri sono stati aggrediti da manifestanti arrabbiati.

L’organizzazione segnala anche l’aumento di minacce online, come molestie, trolling e sorveglianza statale, che minano il lavoro dei giornalisti in tutto il continente, compresi paesi in cui la libertà di stampa è tenuta in grande considerazione.