L’Europa diventa più digitale con il Covid, ma in futuro vinceranno i modelli ibridi

Un europeo su quattro ha sperimentato lo smart working durante la pandemia. [Junjira Konsang/Pixabay]

A dirlo è uno studio di Deloitte secondo il quale un intervistato su tre in Europa ha sperimentato per la prima volta l’e-commerce e uno su quattro lo smart working. La maggior parte però lamenta la mancanza della dimensione umana nella modalità digitale.

Il 30% dei consumatori europei (di Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito e Paesi scandinavi) ha sperimentato per la prima volta lo shopping online e l’e-banking durante la prima ondata della pandemia. Il 35% pensa che continuerà a sfruttare gli e-commerce anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria. Un dato interessante riguarda la popolazione anziana: quasi la metà (44%) dei pensionati ha usato per la prima volta le tecnologie digitali. Il dato cresce in modo significativo in Grecia (64%) e Italia (59%), dove la quota di popolazione anziana è molto rilevante. In ambito lavorativo è pari al 23% la percentuale di europei hanno lavorato per la prima volta in smart working.

Questo però non significa che si andrà verso una società interamente digitalizzata, la maggior parte delle persone infatti ritiene che la dimensione digitale non tenga conto sufficientemente dell’aspetto umano.  A dirlo sono i dati dello studio di Deloitte Umanesimo digitale, stella polare della ripresa.

Il 41% degli intervistati dichiara di preferire un mix tra online e fisico per lo shopping. E il 38% ritiene che il processo di digitalizzazione non consideri sufficientemente l’aspetto umano. “I dati che emergono dalla nostra ricerca confermano un’importante evidenza che fin dalle prime settimane di pandemia avevamo intuito: la tecnologia e l’innovazione sono state fondamentali per permetterci di continuare a lavorare, studiare, comunicare. Senza questo prezioso alleato l’impatto della pandemia sarebbe stato molto più pesante da tutti i punti di vista: sanitario, economico, sociale”, spiega Andrea Poggi, Innovation Leader North and South Europe di Deloitte.

Lavoro e consumi
La media europea di lavoratori che ha provato il remote working per la prima volta dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19 è del 23%. In Italia lo ha fatto un lavoratore su quattro. Sul fronte dei consumi il 30% degli europei intervistati ha scoperto lo shopping online e ha usato per la prima volta l’e-banking. In Italia la percentuale è leggermente più alta: il 34% ha sperimentato per la prima volta canali di vendita digitali, mentre il 32% ha usufruito di servizi di e-banking.

Una digitalizzazione ancora incompleta
In alcuni Paesi europei come l’Italia la pandemia ha fatto emergere anche quanto i limiti infrastrutturali possano ostacolare la digitalizzazione e soprattutto creare forti disparità sociali e geografiche. Nel rapporto di Deloitte 2 rispondenti su 5 denunciano la difficoltà ad accedere ai servizi scolastici tramite e-learning così come la mancanza di condivisione di dati sanitari tra strutture per via telematica.

Tuttavia, malgrado auspichino un miglioramento dei servizi, gli intervistati non immaginano un futuro solo all’insegna del digitale. Secondo il 36% degli italiani la dimensione digitale e quella fisica non sono sufficientemente integrate. In Francia questo rappresenta un problema per il 46% degli intervistati. Il 55% di coloro che finora hanno sempre lavorato in smart working lamenta la mancanza di un contatto umano contro il 50% di coloro che hanno lavorato un po’ da casa e un po’ in presenza. Proprio questa percezione seconda la ricerca consente di dire che nel futuro prevarranno i modelli ibridi.