Legge sui servizi digitali, l’Ue avvia consultazioni su obblighi e condizioni di mercato

Presentazione a Berlino dell'app 'Google Pay' con cui è possibile gestire la carta di credito e di debito e pagare in wireless con il proprio dispositivo mobile. EPA-EFE/MARKUS HEINE

La Commissione europea ha avviato consultazioni pubbliche sul tanto atteso pacchetto di legge sui servizi digitali e, allo stesso tempo, ha chiesto un feedback sulla possibilità di un nuovo strumento di concorrenza per affrontare gli squilibri del mercato in diversi settori, compreso quello digitale.

In termini di legge sui servizi digitali, sei aree saranno ampiamente esaminate nelle consultazioni aperte martedì (2 giugno), che solleciteranno un feedback sulla sicurezza online, la responsabilità, la posizione dominante sul mercato, la pubblicità online e i contratti intelligenti, le questioni relative al lavoro autonomo online e il potenziale quadro di governance futuro rispetto ai servizi online.

“Chiediamo il parere dei cittadini e delle parti interessate su come realizzare un quadro normativo moderno per i servizi digitali e le piattaforme online nell’UE”, si legge in una dichiarazione di Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione per il digitale.

“Molte di queste questioni hanno un impatto sulla vita quotidiana dei cittadini e ci impegniamo a costruire un futuro digitale sicuro e innovativo per loro”.

Uno dei temi centrali della discussione è il modo in cui la legge sui servizi digitali potrebbe aggiornare le norme stabilite nella direttiva sul commercio elettronico del 2000, in particolare per quanto riguarda le esenzioni di responsabilità e il tema controverso per cui i fornitori di servizi sono soggetti alle norme del paese nel quale sono legalmente registrati.

La consultazione pubblica concerne anche un tema particolarmente delicato e sul quale si discute da molto: la responsabilità delle piattaforme in termini di moderazione dei contenuti, tema questo che è legato a come si potrebbe rafforzare più in generale il controllo sulle politiche interne delle piattaforme a livello europeo.

Un secondo tema centrale, invece, approfondirà la possibilità di stabilire regole ex ante per garantire che i mercati caratterizzati da grandi piattaforme siano in grado di rimanere equi, aperti e “contendibili” anche per i piccoli operatori e i nuovi operatori.  

“Se da un lato continueremo a spingere le piattaforme ad assumersi maggiori responsabilità, dall’altro noi europei dobbiamo anche essere pronti a stabilire le nostre regole del gioco. Le nostre regole sui servizi digitali hanno vent’anni”, ha scritto martedì il commissario per il mercato interno Thierry Breton in un post sul blog.

“Vogliamo proporre regole chiare prima della fine dell’anno per definire le responsabilità delle piattaforme nella protezione dei nostri cittadini e dei nostri valori, senza renderli responsabili di tutti i contenuti”.

Uno strumento per la competizione

Inoltre, sono state avviate anche consultazioni su un “nuovo strumento di concorrenza” che avrebbe lo scopo di prevenire gli squilibri nel mercato dell’economia digitale, esaminando in particolare quelle piattaforme che svolgono un ruolo di “gatekeeper” per le piccole imprese che si affidano all’uso quotidiano dei loro servizi per i loro prodotti e servizi.

Lo strumento imporrà rimedi strutturali agli squilibri della concorrenza, ma non si pronuncerà sulle infrazioni né stabilirà sanzioni pecuniarie.

Questo strumento era stato già anticipato nella commissione per il mercato interno del Parlamento europeo all’inizio di maggio dalla vicepresidente Vestager.

Il market tipping si riferisce alla situazione in cui un’azienda ottiene elevati profitti monopolistici e quote di mercato, creando un ambiente anticoncorrenziale per le altre aziende.

“Non accade solo nel digitale, ma è più evidente nei mercati digitali che questo può avvenire”, ha detto Vestager. “Abbiamo bisogno di strumenti che intervengano per fare in modo che non ci troviamo più in una situazione in cui i mercati non possono più essere contesi”.

La voce dei cittadini 

Come di consueto la Commissione vuole il parere dei cittadini europei.

La consultazione è aperta per quattro settimane, fino al 30 giugno e potete inviare qui il vostro parere sulla questione. I feedback saranno presi in considerazione per l’ulteriore sviluppo e la messa a punto dell’iniziativa e la Commissione riassumerà i contributi ricevuti in una relazione di sintesi che spiegherà come tali contributi saranno presi in considerazione e, se del caso, perché alcuni suggerimenti non possono essere accolti.

La Commissione prevede di presentare una proposta legislativa per la legge sui servizi digitali entro la fine del 2020.