La propaganda anti-Ue di Orbán sui giornali di destra europei (con la pubblicità a pagamento)

Il primo ministro ungherese Viktor Orban alla fine del primo giorno di una riunione dei leader dell'Unione europea a Bruxelles, Belgio, 25 giugno 2021. EPA-EFE/ARIS OIKONOMOU / POOL

Il premier ungherese ha acquistato degli spazi pubblicitari a pagamento sui giornali europei di destra per promuovere la propria visione dell’Europa.

A notare l’azione di Orbán e le similitudini con quello che fece due anni fa il Presidente francese Macron rivolgendosi a tutti i cittadini europei è stato Alberto Alemanno, professore all’HEC Paris e grande osservatore delle dinamiche politiche europee. Sul suo canale twitter invita a “trovare le differenze” tra il gesto dei due leader, scrivendo che “Nel 2019, Macron si rivolge a tutti gli europei attraverso un op-Ed pubblicato sui principali giornali. Nel 2021, il governo di Orbán si rivolge a tutti gli europei attraverso un contenuto pubblicitario sponsorizzato su giornali conservatori”. Alemanno si chiede se nonostante le due visioni opposte sul futuro dell’UE (e su quasi tutto) in realtà i due leader non abbiano una medesima linea d’azione che punta a portare dalla loro parte non solo l’opinione pubblica “interna” ma anche quella europea.

Il titolo delle paginate pubblicitarie è forte: “Le proposte dell’Ungheria sul Futuro dell’Unione Europea”. Sostanzialmente Orbán, attraverso i giornali, seppur solo attraverso quelli conservatori, prova a presentare la propria idea d’Europa a tutti i cittadini europei. Non possiamo sapere se si tratti di un tentativo di delegittimare la Conferenza sul Futuro dell’Europa, che coinvolge appunto anche i cittadini europei, oppure di influenzarne i lavori.
Ad ogni modo, sono sette i punti evidenziati dal premier magiaro: 1. Bisogna fermare la costruzione di un super stato europeo; 2. bisogna fermare il processo di integrazione dell’Unione Europea, che non è un obiettivo in sé; 3. bisogna liberarci dalle ONG; 4. l’unica cosa che tiene uniti gli europei è la prosperità che deriva dal mercato comune; 5. la migrazione di massa islamica è un pericolo n.1 per tutti i popoli europei; 6. il Parlamento europeo deve essere abolito e sostituito da parlamenti nazionali e infine 7. la Serbia deve entrare nell’UE.

La visione dell’Europa di Orbán sembra completamente incompatibile con quella di Macron, di Angela Merkel o di Mario Draghi.
Alcuni quotidiani ad esempio in Spagna e Danimarca hanno pubblicato la proposta del premier ungherese, mentre due giornali del Belgio come De Morgen e La Libre hanno deciso di non pubblicarla.

Nel frattempo, le politiche di Orbán sono considerate sempre più un problema. Il gruppo Renew Europe al Parlamento europeo ad esempio vuole che la Commissione europea garantisca che i 7 miliardi di euro assegnati all’Ungheria dal pacchetto Next Generation EU siano ben spesi – o meglio, che “questi soldi non finiscano nelle tasche sbagliate”; lo ha messo nero su bianco il presidente del gruppo Dacian Cioloș in una lettera indirizzata alla Commissione datata domenica. La misura dovrebbe garantire che “a candidati come il genero di Viktor Orbán … sia impedito l’accesso ai fondi del Recovery”, dice la lettera. “Non stiamo dicendo che l’Ungheria in quanto paese non dovrebbe ottenere la sua giusta parte dei fondi del Recovery dall’UE. Ma pensiamo che di questi fondi dovrebbero beneficiare tutti gli ungheresi, non solo i fedelissimi del governo”.

Il problema con Orbán, però, è sempre di più un problema ben più sostanziale rispetto al tema della gestione dei fondi europei.