La Presidenza portoghese dell’Ue presenterà la “Carta dei diritti digitali”

Il Primo Ministro portoghese Antonio Costa e la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen prima di un incontro in vista di un vertice del Consiglio Europeo. EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL

La prossima presidenza di turno dell’UE spetterà al Portogallo che presenterà una “Carta dei diritti digitali” come parte del proprio programma di Presidenza del Consiglio dell’UE nella prima metà del 2021; è quanto un funzionario governativo del paese ha fatto sapere a EURACTIV.

La Carta mira a rendere l’UE leader nel “rafforzamento del rispetto dei diritti digitali individuali, che sono essenziali per la fiducia nell’economia digitale”, ha detto il funzionario, aggiungendo che la stesura del testo è ancora in fase di finalizzazione a livello nazionale.

Attualmente sono in corso colloqui sui piani tra vari enti pubblici e privati per definire un testo definitivo, che il Portogallo spera venga “abbracciato” da tutti gli Stati membri dell’UE quando sarà presentato nel 2021.

Tuttavia, raggiungere l’unanimità sulle iniziative della Presidenza del Consiglio dell’UE in materia di diritti digitali potrebbe essere più impegnativo di quanto si possa pensare a prima vista, considerando il recente fallimento della Presidenza tedesca nell’ottenere il sostegno di tutti gli Stati membri su un testo sull’Intelligenza Artificiale e i diritti fondamentali.

Il 21 ottobre, la presidenza tedesca del Consiglio dell’UE ha adottato le conclusioni sulla Carta dei diritti fondamentali nel contesto dell’intelligenza artificiale, ma ha dichiarato che “uno Stato membro” si è opposto all’inclusione della “parità di genere” con la motivazione che “né i trattati né la Carta dei diritti fondamentali dell’UE usano il termine “genere”.

Diverse fonti UE hanno confermato a EURACTIV che lo stato membro in questione è la Polonia. L’ambasciatore Andrzej Sadoś ha affermato che il paese sostiene fortemente la parità tra donne e uomini, ma che il significato del termine ‘genere’ non è chiaro.

La Dichiarazione di Lisbona

Nell’ambito della presidenza portoghese dell’UE, il paese si prefiggerà di “promuovere una strategia ispiratrice per posizionare l’Europa come punto di riferimento nell’era digitale”, con una maggiore attenzione a preservare “i valori fondamentali della democrazia, della sostenibilità e del comportamento etico”.

Tali principi non solo figureranno nella Carta dei diritti digitali, ma anche nella prossima “Dichiarazione di Libsona”, un impegno che i portoghesi presenteranno all’Assemblea digitale di Lisbona il prossimo giugno: al centro vi sarà il concetto di “democrazia digitale con uno scopo”.

Parlando nell’ambito di una recente conferenza, il Ministro dell’Economia portoghese, Pedro Siza Vieira, ha affermato che i fondi del Recovery Plan dell’UE destinati ai progetti digitali dovrebbero essere diretti verso gli sforzi per l’ulteriore digitalizzazione del settore pubblico.

Tali sforzi sono diventati più necessari, ha ribadito Siza Vieira, poiché l’Europa si trova ad affrontare la prospettiva di ulteriori periodi di lockdown dovuti al coronavirus, che in molti casi impediscono ai cittadini l’accesso ai servizi vitali.

“Vogliamo avere un investimento molto significativo sul governo del digitale”, ha detto Siza Vieira, aggiungendo che la presidenza portoghese, che inizia all’inizio del 2021, incoraggerà gli Stati membri a concentrarsi su tre aree per la digitalizzazione futura: giustizia, sicurezza sociale e servizi sanitari.