La denuncia dell’Ue: poca trasparenza sui social durante le Europee del 2019

epa08476819 European Commissioner for Values and Transparency Vera Jourova. EPA-EFE/FRANCISCO SECO / POOL

“Siamo stati testimoni della campagna per le elezioni europee più digitale di sempre”, ma le pubblicità politiche online veicolate tramite i social non sono state abbastanza trasparenti, secondo la Commissione europea.

Queste le conclusioni emerse dal rapporto della Commissione Ue sulle elezioni europee del 2019. Facebook, Google e Twitter avevano intensificato gli sforzi per garantire una maggiore trasparenza degli annunci politici, individuando e chiudendo account falsi e riducendo i guadagni pubblicitari da fonti di disinformazione. Questi sforzi sono stati però considerati “non sufficienti dalla Commissione europea, che evidenzia dunque la necessità di “compiere progressi nella prospettiva di future elezioni”.

La Commissione si è dunque impegnata a presentare un Piano d’azione per la democrazia europea entro la fine del 2020, per contribuire a migliorare la resilienza delle nostre democrazie e affrontare le minacce di interferenze esterne.

Alcuni partiti politici lamentano inoltre che Facebook abbia reso difficile condurre vaste campagne online nell’Ue, perché la piattaforma avrebbe cambiato le regole sugli annunci un mese prima delle elezioni.

Rispetto alle interferenze di attori stranieri, dal rapporto della Commissione non emergono grandi operazioni manipolatorie. Sono stati però segnalati isolati cyberattacchi e diversi problemi nella gestione di dati sensibili. “Quasi la metà dei cittadini dell’Ue ha fatto affidamento sulle notizie online come fonte di informazione” ha commentato la commissaria Ue per la Trasparenza Vera Jourova, “la minaccia di interferenze per manipolare l’opinione degli elettori era reale”.