La Corte Ue boccia le offerte a “tariffa zero”: “Violano la neutralità di Internet”

La Corte di Giustizia dell’Unione europea è intervenuta per la prima volta con una interpretazione sul regolamento che sancisce la “neutralità di Internet”, chiarendo che i cosiddetti pacchetti a “tariffa zero” sono vietati in quanto avvantaggiano alcuni fornitori di servizi a discapito di altri.

Il caso è stato innescato da alcune offerte dell’operatore ungherese Telenor. Tra i servizi proposti ai suoi clienti figuravano due pacchetti di accesso preferenziale (cosiddetti a “tariffa zero”) che consentivano agli utenti di navigare gratuitamente su alcuni siti e applicazioni selezionate dall’operatore, perché il traffico generato da questi servizi non veniva conteggiato nel consumo acquistato dal cliente. Una volta esaurito il volume di dati acquistato, l’utente poteva continuare a usare senza restrizioni i servizi selezionati  mentre tutti gli altri venivano sottoposti a misure di blocco o rallentamento del traffico di dati.

Le motivazioni

La Corte europea ha innanzitutto osservato che il regolamento esige che il servizio non implichi limitazioni all’esercizio di diritti, che vanno valutati sia in considerazione degli accordi conclusi dal fornitore con gli utenti finali, che le pratiche commerciali adottate del fornitore. Inoltre ha rilevato che “quando misure di rallentamento o di blocco del traffico sono basate non su requisiti di qualità tecnica del servizio obiettivamente diversi di specifiche categorie di traffico, ma su considerazioni di ordine commerciale, tali misure devono ritenersi, in quanto tali, incompatibili con le regole europee”. “Tale decisione – si legge nella sentenza – vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile”.

La questione dello zero rating

La net neutrality è l’idea secondo la quale ogni contenuto distribuito in Rete debba avere le stesse opportunità di arrivare sui pc o sugli smartphone degli utenti finali. L’Unione europea nel 2015 ha approvato delle linee guida in materia e ha affidato al Body of european regulators for electronic communications (Berec) il compito di verificare che gli Stati membri le rispettino.

Sui pacchetti a tariffa zero finora i regolatori dei 27 Paesi Ue si sono divisi. Olanda e Slovenia ad esempio hanno proibito questa pratica, che invece finora è stata ammessa in Italia e in Germania.

La questione, infatti, è piuttosto controversa. Se da una parte il consumatore può accedere a tutta una serie di servizi senza modificare le proprie tariffe, dall’altra è influenzato a favorire l’utilizzo dell’applicazione che gode della “tariffa zero”, a discapito di altre, come ha sottolineato la stessa Agcom.