La Bulgaria teme l’aumento dei crimini informatici in Ue durante la crisi del Covid

Il governo bulgaro ha segnalato un aumento dei crimini informatici durante la pandemia. [Dmitry Tishchenko/Shutterstock]

La crisi del Covid-19 è stata utilizzata come copertura per operazioni ibride nell’UE, ha dichiarato giovedì (24 settembre) il ministero dell’Interno bulgaro. Il report di EURACTIV Bulgaria.

Il flusso di disinformazione, propaganda e notizie false si è intensificato durante la pandemia, secondo un rapporto ufficiale del Ministero degli Interni bulgaro.

La crisi sanitaria è stata utilizzata “come strumento per condurre operazioni e campagne ibride in tutta l’Unione”, dice il rapporto, indicando un marcato aumento della criminalità informatica – comprese le frodi online e i siti web che diffondono notizie false.

“L’attività della criminalità organizzata è stata riorientata nello spazio online, nei social network e nel dark web”, dice il rapporto. “Molte di queste attività sfruttano le vulnerabilità causate dalla pandemia, come la vendita di medicinali a prezzi gonfiati, farmaci contro il Covid e altri dispositivi medici”, si legge.

In Bulgaria, il ministero riporta un totale di 212 casi di criminalità informatica, di cui 160 per notizie false e 52 per speculazioni sul prezzo di medicinali e farmaci, compresa la vendita di farmaci su prescrizione. Sono stati identificati i principali siti che diffondono informazioni e pubblicazioni false, secondo il rapporto.

Le forme più comuni di criminalità informatica rimangono i reati finanziari e i contenuti illegali su Internet. Durante il periodo, molti trasferimenti di denaro illegali sono stati effettuati a seguito di attacchi informatici e l’uso di piattaforme di commercio online senza licenza è aumentato.

Il rapporto rileva inoltre un aumento del livello di attacchi informatici contro istituzioni statali, persone fisiche e giuridiche. Per quanto riguarda i contenuti illegali in Internet, si è registrato un aumento della distribuzione online di contenuti protetti dal diritto d’autore e di prodotti con marchio registrato. Nel primo semestre del 2020 sono stati emessi 81 ordini contro opere protette dal diritto d’autore scaricate illegalmente e 40 siti commerciali online sono stati sospesi.

Guardando al quadro generale, il rapporto afferma che “la pandemia ha danneggiato l’unità dell’Ue, ma a lungo termine solo soluzioni sovranazionali possono fornire una risposta efficace e integrata agli effetti della crisi attuale”.

Nella prima metà del 2020, in Bulgaria sono state effettuate 22 operazioni contro la criminalità informatica, cinque delle quali con la partecipazione di servizi stranieri. Le autorità bulgare hanno risposto a otto richieste di assistenza legale internazionale (da USA, Emirati Arabi Uniti e Germania), a quattro ordini di indagine europei (da Germania, Italia e Romania) e a quattro mandati di arresto europei (dalla Germania) che, secondo quanto riferito, sono stati tutti rispettati.

“Cinque gruppi di criminalità organizzata sono stati neutralizzati”, dice il ministero.