Il commissario UE Breton: la padronanza della tecnologia è fondamentale per il “nuovo ordine geopolitico”

"Chi impone lo standard possiede il mercato", ha detto il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton. [JOHANNA GERON / EPA]

La crisi del Covid-19 ha messo in luce le vulnerabilità strategiche dell’Europa, e ha messo in luce la necessità che l’Unione europea promuova la propria politica industriale e raggiunga la sovranità tecnologica nel “nuovo ordine geopolitico” globale: lo ha detto il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton.

Breton ha affrontato l’argomento in un discorso sulla “geopolitica della tecnologia” che ha tenuto martedì 27 luglio, e che si inserisce nel contesto dell’orientamento geopolitico dell’UE disegnato dall’alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione, Josep Borrell.

“In questo nuovo ordine geopolitico, l’Europa agisce come stratega piuttosto che come semplice mercato. Rimane aperta, ma alle sue condizioni. Fa le sue scelte e detta le sue regole, e non ha paura di imporle ai suoi partner”, ha detto Breton alla Menéndez Pelayo International University di Santander, in Spagna.

All’interno della Commissione europea, il politico francese è stato uno dei più ardenti sostenitori dell’autonomia strategica aperta, sostenendo una politica industriale attiva volta a ridurre al minimo la dipendenza economica dell’UE dai paesi terzi.

Se Breton incarna la tradizione interventista della Francia, il suo approccio non ha mancato di suscitare controversie all’interno dell’Unione Europea, specialmente da parte dei paesi nordici, storici difensori di un modello economico aperto.

Secondo Breton, “siamo entrati in una corsa globale in cui la padronanza della tecnologia è centrale. È in gran parte grazie alle tecnologie innovative che l’Europa sarà in grado di impegnarsi pienamente nella sua doppia transizione verde e digitale, garantendo nel contempo la sua resilienza e autonomia”.

Per il commissario, la crisi del Covid-19 ha messo in luce le vulnerabilità strategiche dell’Europa, come la dipendenza dai produttori americani e asiatici di semiconduttori, componente base dei dispositivi elettronici. In meno di 30 anni, la quota di mercato dei semiconduttori in Europa è scesa dal 40% al 10%, lasciando l’Unione esposta all’attuale carenza globale di semiconduttori.

“Questo esempio illustra perfettamente il significato e l’importanza di ciò che chiamiamo sovranità tecnologica. Senza di essa, rimarremo troppo esposti ai capricci del resto del mondo”, ha aggiunto Breton.

Per rafforzare le catene del valore europee nei settori strategici, la Commissione ha lanciato alleanze industriali allo scopo di coordinare gli sforzi con le imprese, la ricerca e le altre parti interessate. La scorsa settimana, l’esecutivo dell’UE ha lanciato due nuove alleanze sui semiconduttori e sulle tecnologie cloud.

Allo stesso tempo, Breton ha osservato che un altro punto chiave nell’agenda della Commissione è quello di “sostenere le tecnologie europee con un sistema normativo”. Ha citato la legge sulla governance dei dati e la legge sull’intelligenza artificiale come le due principali iniziative legislative volte a rafforzare la leadership tecnologica dell’Europa.

L’UE ha inoltre istituito meccanismi di salvaguardia per i settori strategici, anche attraverso lo screening degli investimenti esteri, operativo dalla fine dello scorso anno. La Commissione sta inoltre rafforzando il suo controllo sulle sovvenzioni estere per le acquisizioni e gli appalti pubblici.

Breton ha detto che il prossimo passo sarà una strategia di standardizzazione che la Commissione presenterà nei prossimi mesi, perché “chi impone lo standard possiede il mercato”. Ha citato il 5G, le batterie, l’idrogeno e l’informatica quantistica come aree in cui l’UE vuole diventare un o “standard maker”.