Identità digitale, la blockchain può essere la soluzione per l’interoperatività europea

La tecnologia blockchain può essere la soluzione ideale per rendere operativa in tutta l'Ue l'identità digitale dei cittadini. [NicoElNino/Shutterstock]

Prima dell’estate la Commissione europea aveva proposto un quadro paneuropeo per l’identità digitale dei cittadini, ma non ha chiesto agli Stati membri di utilizzare la tecnologia blockchain nel processo, anche se sembra la più appropriata. Il report di EURACTIV Francia.

“C’è l’opportunità di implementare in Europa un sistema basato su questo concetto di identità auto-sovrana e di approfittare di questa formidabile regolamentazione per rimettere la fiducia digitale al centro degli scambi”, ha detto Hervé Bonazzi, a capo di un consorzio fondato dal gruppo Caisse des Dépôts, La Poste, e due utility energetiche, Edf ed Engie.

Il portafoglio digitale, oltre a contenere il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita, la nazionalità e il genere, permetterebbe agli europei di identificarsi online e, nel lungo periodo, conservare una raccolta di documenti amministrativi di tutti i tipi, che possono essere riconosciuti e utilizzati in tutta l’Ue per scopi amministrativi.

“L’identità digitale europea ci permetterà di agire in qualsiasi Stato membro come se fossimo a casa nostra, senza costi aggiuntivi né difficoltà ulteriori, che sia per affittare un appartamento o aprire un conto bancario fuori dal nostro Paese d’origine”, ha detto la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager.

Lo scopo dichiarato della proposta è quello di fare in modo che “almeno l’80% dei cittadini possa usare una soluzione digitale per accedere ai servizi pubblici essenziali entro il 2030”. La Commissione è partita dal quadro del regolamento eIDAS del 2014, che gettava le basi per il riconoscimento delle identità digitali al di fuori del proprio Paese. Attualmente, solo 14 Stati hanno notificato a Bruxelle l’esistenza di uno schema di eID.

Portafoglio digitale europeo: dalla carta d'identità alla laurea in un'unica app. La proposta della Commissione

La Commissione ha proposto un portafoglio digitale europeo che i cittadini dei 27 Paesi membri potranno utilizzare attraverso un’app, nella quale possano raccogliere tutti i loro dati. Da carta d’identità e patente a diplomi, certificati e lauree.

Le grandi piattaforme digitali …

Blockchain

La proposta di riforma lascia un certo spazio di manovra agli Stati a livello tecnico e permette anche di ragionare su un sistema decentralizzato. La tecnologia blockchain, che permette di immagazzinare e trasmettere informazioni in modo sicuro e senza un controllo centrale, può perciò essere usata.

“La blockchain è solo un metodo per obbligare a un approccio che privilegia la privacy intrinseca e crea una rete di fiducia tra i partecipanti”, ha detto Bonazzi a EURACTIV, sottolineando che “se adottassimo un sistema di questo tipo ridurremmo di molto il rischio di violazioni di dati” visto che non sono più conservati da una singola entità.

Bonazzi ha anche sottolineato che l’uso della blockchain, per definizione, migliorerebbe la capacità di attuare correttamente il Gdpr, la legge Ue sulla privacy che la proposta della Commissione intende integrare.

Nella sua strategia blockchain, l’esecutivo Ue afferma che la tecnologia “deve rispettare e potenziare il quadro europeo già esistente sull’identità digitale” e indica il settore pubblico europeo per il suo “ruolo pionieristico nella costruzione della propria infrastruttura blockchain”.

Un portavoce della Commissione, tuttavia, ha detto a EURACTIV che “le nuove regole non richiedono l’uso della tecnologia blockchain per il suo concetto tecnico. La proposta descrive i requisiti funzionali del Portafoglio europeo dell’identità digitale ma rimane tecnologicamente neutrale su come saranno implementati. Quale tecnologia specifica sia più adatta per i portafogli europei di identità digitale sarà concordata nelle discussioni tecniche con gli Stati membri”, hanno aggiunto.

Anche in Francia c’è grande interesse per i benefici della tecnologia blockchain. Lo scorso maggio, il ministero degli interni ha dichiarato che “potrebbe essere lo strumento che concilia la sicurezza (integrità, autenticazione, fiducia) e il rispetto della privacy”.