Hong Kong, il raid della polizia in un quotidiano attira le critiche di Ue e Regno Unito

Il raid della polizia nella sede del quotidiano Apple Daily di Hong Kong, 17 giugno 2021. [EPA-EFE/APPLE DAILY]

L’Unione europea e il Regno Unito hanno condannato il raid della polizia al quotidiano di Hong Kong Apple Daily, aggiungendo che dimostra l’uso da parte del governo cinese di una nuova legge di sicurezza per limitare il dissenso e zittire i media, anziché affrontare le questioni di sicurezza pubblica.

Pochi giorni dopo le parole dei leader del G7, che hanno ammonito la Cina per il mancato rispetto dei diritti umani, e quelle della Nato, che ha avvertito Pechino di limitare le sue ambizioni militari, la polizia di Hong Kong ha arrestato i dirigenti del quotidiano Apple Daily.

500 poliziotti hanno controllato i computer dei reporter, il primo caso in cui le autorità hanno ritenuto degli articoli in violazione della legge nazionale sulla sicurezza. Cinque persone sono state arrestate, con l’accusa di collusione con potenze straniere. Nel mirino oltre 30 articoli, ritenuti “cruciali” in quella che, secondo la Cina, è una cospirazione con potenze straniere per imporre sanzioni a Pechino e Hong Kong.

Il raid “dimostra ulteriormente come questa legge venga usata per limitare la libertà dei media e di espressione a Hong Kong”, ha dichiarato la portavoce Ue Nabila Massrali. “È essenziale che i diritti e le libertà dei residenti di Hong Kong siano totalmente protetti, inclusa la libertà di stampa e pubblicazione”, ha aggiunto.

Il segretario agli esteri britannico Dominic Raab ha detto che il raid aveva anche lo scopo di silenziare il dissenso. “La libertà di stampa è uno dei diritti che la Cina ha promesso di proteggere nella Dichiarazione congiunta e deve essere rispettata”, ha detto Raab, riferendosi a un accordo che garantisce l’autonomia di Hong Kong quando Londra ha riconsegnato la sua colonia alla Cina nel 1997.

Il segretario alla sicurezza di Hong Kong John Lee ha descritto il giornale come “una scena del crimine” e ha detto che l’operazione era rivolta a chi usa il giornalismo come strumento per “mettere in pericolo” la sicurezza nazionale.

I leader occidentali hanno detto che il presidente cinese Xi Jinping sta attaccando Hong Kong, e hanno espresso preoccupazione per i suoi futuri obiettivi. Il Regno Unito e i suoi alleati sostengono che la legge sulla sicurezza nazionale è contraria al principio “un Paese, due sistemi” inserito nel trattato sino-britannico del 1984 che garantisce l’autonomia di Hong Kong.

La Cina ha avvertito più volte Regno Unito e Stati Uniti di non interferire nei suoi affari e ha dichiarato che molte potenze occidentali sono colpite da una “sbornia imperiale” dopo anni di umiliazione nei confronti della Cina nel diciannovesimo e ventesimo secolo.