Fake news, l’Ue chiede alle piattaforme digitali di fare di più

La Commissaria europea ai valori e trasparenza Věra Jourová ha sottolineato la necessità di avere una regolamentazione più stringente sulle fake news per le piattaforme digitali. [EPA-EFE/Virginia Mayo / POOL]

Giovedì 10 settembre la Commissione europea ha chiesto alle grandi piattaforme digitali di fare di più per combattere la disinformazione. Due anni fa Facebook, Twitter, Google e altre avevano firmato un accordo di auto-regolamentazione contro le fake news, che però non sembra essere sufficiente.

La disinformazione legata al Covid-19 ha aumentato le richieste rivolte ai social media di essere più attivi nel combattere la diffusione di fake news, potenzialmente dannose per il pubblico e, talvolta, strumentalizzate a livello politico o economico.

Le grandi piattaforme digitali, incluse Mozilla e gli enti commerciali dell’industria pubblicitaria, hanno aderito al codice di condotta nel 2018 per evitare l’adozione di regolamenti più stringenti. Microsoft e TikTok si sono successivamente adeguate.

Ci sono però diverse mancanze nell’accordo, come evidenziato da un rapporto sul primo anno della sua implementazione stilato dalla Commissione. “Ci sono quattro categorie principali di inefficienza: applicazione inconsistente e incompleta del codice di condotta tra le diverse piattaforme e gli Stati membri; mancanza di definizioni univoche; presenza di numerose mancanze nella copertura degli impegni del codice e limiti intrinsechi dovuti alla natura auto-regolamentata dell’accordo”, si legge nel rapporto.

La commissaria per i valori e la trasparenza Věra Jourová ha chiesto un’azione più decisa per affrontare i nuovi rischi emersi. “Stiamo vivendo una situazione con nuovi rischi e nuovi attori. Il tempo è maturo per andare oltre e proporre nuove misure. Le piattaforme digitali devono essere più responsabili e trasparenti, permettendo un accesso ai dati più agevole”, ha detto.

Věra Jourová sta attualmente lavorando a un piano d’azione per rendere la democrazia più resistente agli attacchi digitali. La Commissione europea si prepara a introdurre anche un nuovo regolamento chiamato Digital Services Act entro la fine dell’anno, che aumenterà le responsabilità dei social media per i contenuti distribuiti sulle loro piattaforme.

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