Fake news, la Commissione Ue rafforza il codice di buone pratiche contro la disinformazione

La commissaria europea alla trasparenza Věra Jourová presenta gli orientamenti al codice di buone pratiche sulla disinformazione, 26 maggio 2021. [EPA-EFE/JOHANNA GERON / POOL]

La commissaria alla trasparenza Věra Jourová e il commissario al mercato interno Thierry Breton hanno presentato in conferenza stampa una serie di orientamenti per rafforzare il codice di buone pratiche per la lotta alla disinformazione, che farà da complemento al Digital Services Act.

Gli orientamenti pubblicati prevedono impegni più rigorosi da parte dei firmatari e una maggiore adesione al codice. Sulla base di una serie di indicatori specifici, saranno ridotti gli incentivi alla disinformazione, specialmente quando collegata agli introiti pubblicitari, saranno responsabilizzati gli utenti per incoraggiare il loro ruolo più attivo nella segnalazione di contenuti abusivi (flagging) e sarà migliorata la cooperazione tra gli Stati.

“È necessario che le piattaforme online e gli altri soggetti coinvolti affrontino i rischi sistemici, senza limitarsi solo a se stessi, e che smettano di sfruttare la disinformazione a fini di profitto, consentendo comunque la libertà di parola”, ha dichiarato la commissaria Věra Jourová.

La commissaria ha specificato che il controllo dei contenuti da parte delle piattaforme non dovrà mai sfociare nella censura preventiva e nella limitazione della libertà di espressione, un confine sottile di cui si è spesso parlato recentemente con il caso dell’ex presidente americano Donald Trump.

“Dobbiamo contenere l’infodemia e la diffusione di informazioni false che mettono in pericolo la vita delle persone”, ha detto invece il commissario al mercato interno Thierry Breton. “La legge sui servizi digitali ci fornirà nuovi strumenti più forti per contrastare la disinformazione”, ha concluso.

La commissaria Jourová ha anche ricordato che dal 1° giugno inizierà ufficialmente a lavorare l’Ufficio della procura europea (Eppo), un organismo comunitario che si occuperà della lotta alle frodi transfrontaliere e vigilerà sul corretto utilizzo dei fondi distribuiti con Next Generation Eu.

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Gli orientamenti

Tra gli orientamenti emessi dalla Commissione per rafforzare il codice, vi sono gli impegni che le piattaforme presenti in Ue dovranno prendere, naturalmente commisurati alla loro dimensione e diffusione.

Inoltre, demonetizzare la disinformazione resta un obiettivo centrale. Per ottenerlo, tutti i soggetti attivi nell’ambiente pubblicitario saranno invitati a collaborare più strettamente per migliorare la trasparenza, comunicandosi a vicenda gli annunci rifiutati in quanto fonte di disinformazione.

Una parte importante del codice riguarda l’alfabetizzazione degli utenti, a cui dovranno essere forniti strumenti per riconoscere e segnalare la disinformazione. Inoltre, ai fruitori dovrà essere comunicato chiaramente quando interagiranno con contenuti segnalati come falsi.

I firmatari del codice dovrebbero predisporre un Centro per la trasparenza che tenga conto delle politiche applicate nell’eseguire le raccomandazioni del codice. Sarà inoltre costituita una task force, guidata dalla Commissione europea, che prevederà la partecipazione dei firmatari, del Servizio europeo per l’azione esterna, dei regolatori europei per i media audiovisivi e dell’Osservatorio europeo dei media digitali.

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