Facebook porta l’Antitrust europeo in tribunale per eccessiva richiesta di dati

Il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg al Parlamento europeo. [Shutterstock]

Il gigante tecnologico statunitense Facebook sta facendo causa alle autorità di regolamentazione dell’Ue dopo che una disputa tra le due parti è scoppiata per l’accesso ai documenti aziendali nell’ambito di un’indagine antitrust in corso.

Le autorità europee preposte all’applicazione della normativa sulla concorrenza stanno indagando su Facebook per le pratiche relative all’uso dei dati nelle app dallo scorso anno, oltre a riesaminare il modo in cui l’azienda gestisce il proprio mercato online.

Nell’ambito delle indagini in corso nell’Ue è emerso che Facebook si appella al diritto della Commissione di accedere a migliaia di documenti “irrilevanti” che contengono “informazioni altamente personali”, ha confermato l’azienda.

Una fonte a conoscenza della questione ha informato EURACTIV che la Commissione ha richiesto l’accesso ai documenti di Facebook con oltre 2.500 stringhe di ricerca, compresi criteri di parole chiave molto ampi tra cui “big question”, “shut down” e “not good for us”.

La fonte ha aggiunto che molti dei documenti identificati nella richiesta della Commissione includono articoli come le cartelle cliniche dei dipendenti, informazioni sull’assistenza all’infanzia e dati relativi agli investimenti privati e alle assicurazioni.

“Con tali criteri, si otterrebbero centinaia di migliaia di documenti”, ha detto la fonte. “Molti dei quali metterebbero in evidenza informazioni personali e del tutto irrilevanti”.

Dall’avvio delle indagini l’anno scorso, Facebook ha fornito alla Commissione oltre 300.000 documenti, per un totale di 1.7 milioni di pagine, ma la società afferma che le altre migliaia richieste dall’esecutivo dell’UE potrebbero compromettere informazioni personali sensibili, il che non sarebbe favorevole all’indagine in corso.

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 “Data room”

Nonostante la natura ampia e sensibile del campo di applicazione, EURACTIV ha appreso che da Facebook sarebbero stati disposti a divulgare le informazioni richieste dalle autorità di regolamentazione dell’Ue, ma solo nel formato di una cosiddetta “data room”, un ambiente virtuale sicuro popolato da informazioni sensibili o riservate che non possono essere copiate o memorizzate da terzi che accedono alla stanza.

Tuttavia, due fonti hanno confermato che la Commissione ha rifiutato la possibilità di accedere ai documenti attraverso questo formato, chiedendo invece la consegna delle copie.

Di conseguenza, Facebook ha contestato le richieste della Commissione presso il Tribunale dell’Unione Europea, presentando la denuncia il 15 luglio e sostenendo che le richieste vanno al di là dell’ambito dell’indagine antitrust e sono sproporzionate a quanto necessario per le indagini in corso.

“La natura eccezionalmente ampia delle richieste della Commissione significa che saremmo tenuti a consegnare documenti prevalentemente irrilevanti che non hanno nulla a che fare con le indagini “, recita una dichiarazione di Tim Lamb, Direttore e Associate General Counsel per la concorrenza di Facebook, letta lunedì (27 luglio).

“Riteniamo che tali richieste debbano essere esaminate dai tribunali dell’UE”.

Da parte sua, un portavoce della Commissione ha detto che l’esecutivo “difenderà il suo caso in tribunale” e che “l’indagine sulla potenziale condotta anti-concorrenziale di Facebook è in corso”.