Facebook, la whistleblower Frances Haugen: “Le regole Ue sul digitale possono fissare standard a livello globale”

L'informatrice Frances Haugen, ex manager di Facebook, in audizione al Parlamento europeo. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

L’ex manager di Facebook Frances Haugen è intervenuta davanti ai deputati del Parlamento europeo, sottolineando che l’Europa ha “un’occasione unica per creare nuove regole per il nostro mondo online” e che “un social più sicuro è possibile”.

Frances Haugen, ex manager di Facebook divenuta prima whistleblower e poi accusatrice dell’azienda di Mark Zuckerberg, ha incontrato i deputati del Parlamento europeo, davanti ai quali ha detto che le regole contenute nel nuovo Digital Services Act (Dsa) possono diventare uno “standard globale” e ispirare altri Paesi a “seguire nuove regole che salvaguardino le nostre democrazie”.

Haugen ha però messo in guarda sulla necessità di regole forti su “trasparenza, controllo e applicazione”, altrimenti “perderemo questa occasione più unica che rara per allineare il futuro della tecnologia e della democrazia”.

Frances Haugen ha lavorato per Facebook come specialista di algoritmi, in particolare nell’unità dedicata al controllo della disinformazione pubblica istituita in vista delle elezioni americane del 2020. Ha lasciato il suo incarico nel maggio 2021 e dopo qualche mese ha cominciato a divulgare le informazioni in suo possesso sui metodi dell’azienda avvalendosi della tutela di uno studio legale.

Haugen ha recentemente incontrato i membri del Congresso statunitense e del Parlamento britannico, è stata ospite al Web Summit di Lisbona e ora del Parlamento europeo. Ha ribadito in tutte le sedi la pratica di Facebook di “alimentare i conflitti tra i suoi utenti per il proprio profitto”, favorendo “estremismo e polarizzazione” e alimentando la disinformazione.

“Sono qui oggi perché so che i prodotti di Facebook danneggiano i minori, alimentano le divisioni, indeboliscono le democrazie e molto di più”, ha detto Haugen al Parlamento europeo. “La dirigenza della società sa come rendere Facebook e Instagram più sicuri, ma non farà i necessari cambiamenti perché ha messo i suoi profitti prima dei cittadini”.

“Se a Facebook sarà permesso di continuare a operare nell’oscurità, avremo come risultato solo un crescendo di tragedie”, ha proseguito. “Mi sono fatta avanti, con grande rischio personale, perché credo che abbiamo ancora tempo per agire, ma dobbiamo agire ora”.

Il Digital Markets Act ha qualche nodo da sciogliere

Il 30 settembre durante la relazione annuale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), il presidente dell’Antitrust italiano Roberto Rustichelli si è soffermato a lungo sul Digital Markets Act (DMA), il progetto di legge europeo proposto nel dicembre 2020 …

Nella sua audizione al Parlamento, Haugen ha discusso anche delle regole che l’Unione europea sta preparando per regolamentare il mercato digitale, il Digital Markets Act (Dma) e il Digital Services Act (Dsa). Ha sottolineato l’importanza di obbligare compagnie come Facebook a rivelare i dati che raccolgono e il modo in cui lo fanno, per consentire alle persone di prendere decisioni in trasparenza. Le figure individuali in queste aziende dovrebbero essere responsabili delle decisioni che prendono.

Haugen ha avvertito che Facebook è notevolmente meno trasparente rispetto ad altre piattaforme nella lotta alla disinformazione e ai contenuti dannosi, e che potrebbe fare di più per rendere gli algoritmi più sicuri. Ha espresso approvazione per l’approccio neutrale tenuto dagli eurodeputati sui contenuti ed esortato ad assicurare il più possibile la sicurezza dei whistleblowers.

Haugen ha commentato anche il Metaverse, la nuova iniziativa del gruppo di Zuckerberg:“Sono molto preoccupata, perché vogliono dare priorità all’espansione anziché ad assicurarsi che quello che hanno costruito sia sicuro e responsabile”, ha detto.

“Il fatto che possano permettersi 10 mila ingegneri per realizzare videogiochi ma non altrettanti per lavorare sulla sicurezza lo trovo inaccettabile e incosciente”, ha proseguito. Il metaverso richiede un’esposizione ancora maggiore e Facebook “ha dimostrato di mentire ogni volta che è utile per loro”.

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Incontro con la Commissione

Haugen ha incontrato anche il commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton, strenuo difensore dell’adozione di Dma e Dsa già nel primo semestre del 2022, quando la Francia assumerà la presidenza di turno dell’Ue.

“Abbiamo visto l’impatto che le grandi piattaforme possono avere sulle nostre democrazie e società, in particolare sui nostri figli”, ha detto Breton. Ha ribadito la determinazione dell’Ue a regolamentare quello che sembra “un Far West digitale”, sottolineando che “i grandi sforzi di lobby a cui stiamo assistendo andranno sprecati: non permetteremo che gli interessi delle aziende interferiscano con quelli dei cittadini europei”.