E-commerce, nuove regole europee sull’Iva: cosa cambia dal 1° luglio

Tra le novità ci sono l’estensione del regime semplificato dello sportello unico e l’abolizione dell’esenzione per i beni d’importazione di valore fino a 22 euro.

Dal 1° luglio cambieranno le norme Ue sull’imposta sul valore aggiunto (Iva) sull’e-commerce. Le novità introdotte hanno l’obiettivo di semplificare gli obblighi relativi all’Iva per le imprese impegnate nel commercio elettronico transfrontaliero, diretto e indiretto. Con il recepimento della direttiva 2017/2455/Ue anche l’Italia ha allineato la sua normativa a quella europea.

Una delle novità principali è la nuova soglia unica di 10.000 euro per la tassazione all’origine, limite che si applicherà a tutti e 27 i Paesi dell’Unione. Superato tale limite, il titolare di partita Iva sarà tenuto ad applicare l’Iva del Paese di destinazione.

Per le operazioni intrattenute con l’estero su piattaforme digitali non sarà più obbligatorio identificarsi all’estero per le operazioni effettuate ma sarà sufficiente iscriversi alla piattaforma OSS per assolvere a tutti gli adempimenti Iva e fiscali in tutti gli stati in cui si opera, avendo come unico interlocutore l’Agenzia delle Entrate. Lo sportello unico semplifica gli obblighi in materia di Iva per le imprese che vendono beni e forniscono servizi a consumatori finali in tutta l’Ue, consentendo loro di:

  • registrarsi elettronicamente in un unico Stato membro per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ammissibili a favore di acquirenti situati in tutti gli altri 26 Stati membri;
  • dichiarare l’Iva tramite un’unica dichiarazione elettronica OSS Iva ed effettuare un unico pagamento dell’Iva dovuta su tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi;
  • collaborare con l’amministrazione fiscale dello Stato membro nel quale sono registrati per l’OSS e in un’unica lingua, anche se le loro vendite avvengono in tutta l’Ue.

Con il nuovo sistema viene abolita l’esenzione in ambito Iva per i beni di valore fino a 22 euro importati nell’Ue, per cui tutti i beni commerciali importati nella Ue saranno soggetti ad Iva, indipendentemente dal loro valore. Bruxelles ha creato un regime per le vendite a distanza di beni a basso costo importati da territori terzi o Paesi terzi: il cosiddetto Import One Stop Shop (IOSS). Le nuove regole prevedono anche delle misure di semplificazione per le vendite a distanza di merci importate in partite non superiori a 150 euro, nel caso in cui non venga utilizzato lo IOSS.

Infine la direttiva Ue prevede che le imprese che facilitano le transazioni di e-commerce attraverso piattaforme elettroniche, vale a dire i cosiddetti marketplace, non avranno più adempimenti di segnalazione, ma diventeranno diretti responsabili dell’applicazione dell’Iva nei seguenti casi: vendite a distanza intracomunitarie di beni e vendite di beni già situati nel territorio dell’Ue, effettuate da soggetti passivi stabiliti al di fuori dell’Ue e vendite a distanza di beni importati da paesi extra-Ue in spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro.