Disinformazione online, i media chiedono all’Ue di fare di più

Fake-news-1 [Flickr.com]

Emittenti, editori e giornalisti hanno chiesto lunedì (15 giugno) alla Commissione europea di attuare “misure molto più forti” per combattere la disinformazione su piattaforme internet come Google e Facebook.

Una dichiarazione congiunta, firmata in particolare dalla Federazione europea dei giornalisti, dal Consiglio europeo degli editori e dall’Associazione della televisione commerciale in Europa (Act), fa seguito alla presentazione da parte di Bruxelles, di mercoledì scorso (10 giugno), di nuove misure contro la disinformazione. È stata proprio la pandemia Covid-19 a far emergere la pericolosità del fenomeno.

I firmatari si dicono “allarmati dall’aumento della disinformazione online durante la pandemia”, che ha avuto “un impatto devastante sugli sforzi per tutelare la salute pubblica”.

Il problema è che in questa situazione il “codice di buone pratiche” europeo, firmato nel 2018 dalle piattaforme internet, “si è dimostrato inadeguato ad affrontare i fattori di disinformazione propagati online”. L’Europa cioè si affida troppo alla “buona volontà degli attori sistemici”.

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La disinformazione si concentra sui Paesi più colpiti dal coronavirus, spiega la vicepresidente della Commissione europea, Vera Jourová, in occasione della presentazione del primo rapporto Ue sulla disinformazione relativa alla pademia. Le principali fonti di disinformazione sono Russia e Cina.

“Ondate …

Tra le misure che vengono suggerite vi è un regime di sanzioni “significative” per garantire che i cofirmatari del codice di condotta siano incentivati ad agire, assicurando che “la libertà giornalistica, i diritti fondamentali e la libertà editoriale siano garantiti”.

Viene anche chiesto che il dialogo con le piattaforme online si svolga in modo più “strutturato” e che “un certo numero di commissari” si occupi direttamente dei rapporti con le piattaforme.

La scorsa settimana l’Ue aveva invitato i giganti di internet a fare di più per combattere la “grande ondata di disinformazione” emersa nel contesto della pandemia, chiedendo che venga pubblicato un rapporto mensile sulle azioni attuate in questo senso.

La vice presidente della commissione Ue responsabile dei valori e della trasparenza, Vera Jourova, ha dichiarato che questi rapporti mensili dovrebbero riguardare la natura della disinformazione, la dimensione della rete coinvolta, la provenienza delle fonti e il target di riferimento. Il punto infatti è anche capire come arginare i tentativi di Russia e Cina di diffondere informazioni false per destabilizzare la società europea. 

Per capire la portata del fenomeno, dobbiamo ricordare che la pandemia ha già portato l’Ue a chiedere alle piattaforme di presentare informazioni alle autorità sanitarie, come l’Oms, e a ritirare in particolare le pubblicità su medicinali falsi e falsi rimedi che erano stati diffusi in rete.