Digitalizzazione, Italia ultima in Europa sulle competenze

L'Italia è risultata ultima nell'indice DESI relativo alle competenze digitali. [Kai Stachowiak/Pubic Domain Pictures]

La Commissione europea ha presentato il rapporto annuale DESI (Digital Economy and Society Index), da cui emerge che tutti gli Stati membri hanno fatto progressi nei settori chiave messi sotto esame. L’Italia, tuttavia, è tra gli ultimi per connettività e  integrazione tecnologica ed è in coda alla classifica sul fronte delle competenze dei cittadini.

Dal rapporto DESI emerge che gli indicatori rilevanti per la ripresa dalla pandemia possono ancora migliorare: i Paesi dovrebbero aumentare la copertura dei network ad alta capacità, assegnare la banda 5G per poterlo lanciare a livello commerciale, migliorare le competenze digitali dei cittadini, delle industrie e dei settori pubblici.

“La crisi del coronavirus ha dimostrato quanto sia cruciale per i cittadini e le imprese essere connessi e poter interagire tra loro online. Continueremo a lavorare con gli Stati membri per identificare le aree dove sono necessari maggiori investimenti, così tutti gli europei potranno beneficiare dei servizi digitali e dell’innovazione del settore”, ha sottolineato il vice-presidente esecutivo della Commissione, Margrethe Vestager.

Il Commissario europeo per il Mercato Interno Thierry Breton ha aggiunto: “Questi dati mostrano che il settore industriale sta usando più soluzioni digitali di quante abbia mai fatto. Dobbiamo assicurarci che questo avvenga anche per le piccole e medie imprese e che le tecnologie più avanzate siano messe in pratica su tutta l’economia”.

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Finlandia, Svezia e Danimarca occupano le prime tre posizioni della classifica DESI. Il dato non sorprende, considerando che si trovano ai vertici anche a livello mondiale. Tra gli Stati che hanno effettuato maggiori progressi negli ultimi 5 anni troviamo Olanda (4°), Malta (5°), Irlanda (6°) e Spagna (11°).

Le maggiori potenze economiche si trovano intorno a metà classifica: la Germania si colloca poco sopra la media europea, la Francia appena sotto. Per trovare l’Italia dobbiamo invece scendere al 25° posto sulle 28 nazioni prese in esame (il Regno Unito è ancora considerato in quanto i dati sono riferiti al 2019).

L’indice DESI raccoglie i dati riguardanti cinque aree principali: connettività, competenze digitali, utilizzo di internet da parte dei singoli, integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese e servizi pubblici digitali.

Per quanto riguarda la connettività, lo studio dimostra che sono ancora necessari passi avanti per soddisfare le necessità sempre crescenti. Il 78% dei nuclei familiari europei possiede una connessione di rete fissa e il network 4G copre praticamente tutta la superficie continentale. Solo 17 stati però hanno assegnato  le frequenze 5G: l’Italia, insieme a Ungheria, Finlandia e Germania, è tra i più avanzati per la preparazione alla rete di ultima generazione.

Nel campo delle competenze digitali sono necessari maggiori progressi: il 42% della popolazione europea non è in possesso nemmeno delle skill di base. L’uso di internet è invece elevato, con l’85% dei cittadini che lo usa almeno una volta a settimana. Le chiamate video hanno visto il maggior aumento, con una crescita dell’11% dall’anno precedente fino al 60% degli utenti.

La digitalizzazione delle imprese è ben avviata, con le compagnie di dimensioni maggiori che sono più avanzate, mentre ci sono ancora passi in avanti da fare per quelle più piccole. Anche l’offerta di servizi pubblici digitali è in crescita: sono in crescita le pratiche sottoposte alla pubblica amministrazione via internet. In questo campo, il Nord Europa e i Paesi baltici sono all’avanguardia insieme alla Spagna.

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Cosa manca all’Italia

L’Italia, come detto, è ben avviata nella preparazione al 5G, ma risulta molto carente dal punto di vista delle competenze digitali: meno della metà della popolazione è in possesso delle capacità di base e solo il 22% di quelle avanzate. Inoltre, è molto basso il numero di specialisti informatici e di laureati nel settore.

Per quanto riguarda la percentuale di utenza internet, il 17% della popolazione italiana non ha mai usufruito della rete. In generale, le cifre sono ben al di sotto della media europea e riflettono le basse competenze digitali.

Nell’integrazione delle tecnologie nel business l’Italia si colloca al 22° posto, senza particolari progressi rispetto all’anno precedente. L’utilizzo dei social media da parte delle imprese è l’unico dato in crescita. Infine, per quanto riguardi i servizi pubblici digitali, il nostro Paese si trova al 19° posto: la percentuale di cittadini che usufruiscono dei servizi di e-government è meno della metà della media europea.