Digital tax, Google risponde aumentando i costi della pubblicità in Francia e Spagna

Google ha risposto alla tassa sui servizi digitali di Francia e Spagna con un aumento del 3% dei costi della pubblicità. [Shutterstock/PixieMe]

Google ha recentemente annunciato un aumento delle tariffe per la pubblicità sulla sua piattaforma in Francia e Spagna, per contrastare la tassa sui servizi digitali presente in entrambi i Paesi. Google detiene una quota consistente del mercato della pubblicità online, perciò l’impatto sui consumatori sarà significativo.

In Francia e Spagna, l’aumento delle tariffe della pubblicità servirà a coprire i costi di adeguamento al nuovo regolamento sui servizi digitali in vigore nei due Paesi. Lo si legge nella mail inviata da Google ai pubblicitari dei due Stati e ottenuta da EURACTIV Francia.

“L’impatto sarà significativo per tutte le compagie, indipendentemente dalla loro dimensione”, ha dichiarato Jean-Luc Chetrit, direttore generale dell’Union des Marques, organizzazione rappresentativa delle società che usano servizi di comunicazione per promuovere i loro prodotti.

Chetrit ha espresso rammarico perché queste tasse supplementari colpiranno pesantemente le attività, soprattutto le piccole e medie imprese (Pmi), mentre l’obiettivo del governo non era certo quello di aumentare i prezzi per i clienti di Google, che in Francia sono circa 30.000.

Una legge del 24 luglio 2019 ha introdotto una tassazione fino al 3% del profitto per alcuni servizi forniti dalle compagnie digitali. È stata presto rinominata ‘Gafa tax’, dall’acronimo delle principali piattaforme colpite (Google, Amazon, Facebook, Apple).

Google non è la prima compagnia a rivalersi direttamente sui clienti per l’applicazione di questa tassa governativa. Amazon ha implementato un sovrapprezzo del 3% sulla trattenuta applicata ai venditori francesi sulla sua piattaforma già a ottobre 2019, mentre a settembre 2020 è stata Apple ad aumentare le tariffe per gli sviluppatori che vendono app attraverso la sua piattaforma.

Facebook ha invece confermato ad Afp che al momento non intende applicare costi supplementari agli inserzionisti francesi e spagnoli, in attesa dell’esito di negoziazioni internazionali.

La Francia imporrà la tassa sui giganti del digitale già nel 2020

La Francia ha confermato mercoledì la sua intenzione di imporre la sua tassa sui giganti digitali per il 2020, dopo l’avvertimento del ministro dell’Economia Bruno Le Maire in ottobre. Con questa decisione, però, rischia le contromisure degli Stati Uniti in …

Trattative internazionali bloccate

Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire ha dichiarato al summit di Davos a gennaio che “continueremo a raccogliere la tassa sui giganti del digitale in Francia, a livello internazionale se ci sarà un accordo, altrimenti a livello nazionale”.

L’obiettivo iniziale di questa tassa era quello di attendere una soluzione a livello Ocse, anche se il primo report dell’organizzazione sulla questione è uscito solo a ottobre. La Francia perciò ha continuato ad applicare questa tariffa, che nel 2019 ha portato circa 400 milioni di euro nelle casse dello stato.

La questione aveva aperto divisioni tra la Francia e l’amministrazione americana di Donald Trump, che aveva minacciato di applicare misure di rivalsa contro i prodotti francesi per proteggere gli interessi delle ‘Big Tech’ americane.

L’amministrazione Biden sembra invece pronta a negoziare. “Una tassa consentirebbe di raccogliere cifre corrette dalle nostre aziende, senza comprometterne la competitività, e ridurre l’incentivo alle attività offshore che non vogliamo certo incoraggiare”, ha dichiarato la segretaria del tesoro americano Janet Yellen al Senato.

Google, da parte sua, ha chiesto un accordo su una tassa internazionale. “Con l’economia globale che cerca di riprendersi dalla pandemia, sarebbe necessaria una soluzione comune per consentire un quadro per il commercio internazionale e gli investimenti”, ha scritto il responsabile delle politiche globali di Google Kharan Bhatia.

La questione centrale, tuttavia, è più che altro dove vengono pagate le tasse delle grandi aziende, piuttosto che il loro ammontare, sottolinea Bhatia, che aggiunge che in assenza di un consenso multilaterale si è visto lo sviluppo di tasse sulle compagnie straniere.

La Commissione europea ha confermato di voler introdurre una tassa sui servizi digitali a livello europeo nel caso in cui non fosse trovato un accordo a livello dell’Ocse.

Spagna: in vigore le imposte Google e Tobin. Genereranno quasi 1 miliardo di euro nel 2021

Le nuove imposte spagnole sui servizi digitali e finanziari, approvate lo scorso anno, sono entrate in vigore sabato (16 gennaio). La prima riscossione è prevista per marzo o aprile, riferisce il partner di EURACTIV Efe.

A più di due anni dal …