Digital Services Act, la Slovenia vuole dare più poteri alla Commissione Ue nell’applicazione

La Slovenia chiede maggiori poteri per la Commissione nell'applicazione del Dsa. [Novikov Aleksey/Shutterstock]

La presidenza slovena del Consiglio dell’Ue ha avanzato una proposta per una struttura di applicazione che darà poteri più forti alla Commissione europea nel contesto del pacchetto sul Digital Services Act.

La Commissione europea ha presentato il pacchetto contenente Digital Services Act (Dma) e Digital Markets Act (Dsa) a dicembre 2020, insieme a un aggiornamento della direttiva sul commercio elettronico del 2000. La proposta della Slovenia relativa a quest’ultima segue una serie di accese discussioni sul principio del Paese di origine.

Il principio prevede che l’autorità responsabile di far applicare la legge sia quella del Paese in cui l’organizzazione in questione ha sede legale. La Slovenia, tuttavia, spingerà per assegnare maggiori competenze alla Commissione europea.

L’esecutivo Ue interverrà su richiesta delle autorità nazionali competenti, oppure nel caso in cui queste commettano degli errori nelle interpretazioni del Dsa. In questi casi, la Commissione guiderà l’intervento diretto ma solo contro piattaforme molto grandi, che in base al Dsa hanno obblighi specifici.

Anche le indagini congiunte sono contabilizzate in modo volontario e informale. Il testo non include regole specifiche sullo scambio di informazioni tra le autorità leader e le autorità di altri paesi. L’obiettivo del testo della presidenza è quello di “evitare impasse nell’applicazione” attraverso una “cassetta degli attrezzi ampliata per diversi scenari”, secondo una presentazione interna vista da EURACTIV.

Digital Services Act: il duello Francia-Irlanda sul principio del 'paese d'origine'

A seguito di un’iniziativa francese contro il principio del ‘paese di origine’ previsto dal Digital Services Act (Dsa) – la normativa sul mercato dei servizi digitali proposta dalla Commissione UE a dicembre 2020 – l’Irlanda si è messa alla testa …

Per la presidenza, le nuove disposizioni forniscono opzioni aggiuntive per l’applicazione diretta, pur mantenendo il principio del paese d’origine e garantendo un’applicazione coerente.

In caso di controversie, la Commissione valuta la legalità e l’efficacia delle decisioni delle autorità guida. Bruxelles deve prendere in mano il caso se l’autorità leader non risponde ai “seri dubbi” della Commissione nelle controversie transfrontaliere o se una raccomandazione di avviare una procedura non viene seguita.

Per i casi sensibili al tempo in cui è in gioco un danno grave, tre autorità nazionali possono chiedere ai loro pari riuniti nel Consiglio europeo per i servizi digitali di incaricare la Commissione di intervenire direttamente.

“Non è abbastanza”, ha detto una seconda fonte diplomatica a EURACTIV, sostenendo che il compromesso non risolve il dibattito iniziato dalla Francia sull’ulteriore coinvolgimento delle autorità nazionali non leader. “Non preserva nemmeno il principio del paese d’origine, perché crea procedure complesse che possono essere distorte in malo mod” ha aggiunto la seconda fonte.

La Francia ha sostenuto una revisione del principio, chiedendo un maggiore coinvolgimento di altre autorità nazionali. Grandi Stati membri come Germania, Spagna e Italia sostengono la proposta francese, ha appreso EURACTIV.

L’argomento sottolinea in particolare la carenza dell’architettura di applicazione del Gdpr, che è fortemente dipendente dalle autorità di Irlanda e Lussemburgo, dove molte aziende hanno la loro sede.

L’Irlanda ha risposto all’iniziativa francese con un non-paper firmato da dieci paesi dell’Ue in difesa del principio del paese d’origine, che ha lo scopo di ridurre il carico amministrativo delle aziende facendo riferimento a una sola autorità in tutto il blocco.

La spinta dell’Irlanda ha anche guadagnato trazione, dato che i Paesi Bassi e il Belgio hanno espresso il loro sostegno la scorsa settimana, secondo una fonte diplomatica dell’Ue vicina alla questione.

Il paese d’origine e le questioni di applicazione hanno preso il centro delle discussioni sui Dsa nel Consiglio dell’Ue, mettendo in ombra altri punti come la moderazione dei contenuti. La presidenza slovena dovrebbe presentare un nuovo testo di compromesso alla fine di questa settimana.