Digital Markets Act: le novità introdotte nel testo finale

Il Digital Markets Act (DMA) prenderà di mira solo le aziende che hanno una posizione dominante nei principali mercati digitali. [Shutterstock]

Il tanto atteso testo finale del Digital Markets Act, esaminato da EURACTIV, contiene alcune inaspettate modifiche dell’ultimo minuto.

Il 24 marzo i colegislatori dell’UE hanno raggiunto un accordo sulla legge sui mercati digitali (DMA). Da allora, le parti interessate hanno cercato di entrare in possesso del testo finale, che però è stato messo a punto nella massima segretezza fino a giovedì 14 aprile, quando è stato finalmente distribuito.

Il testo sarà probabilmente presentato al gruppo di lavoro del Consiglio sulla concorrenza il 28 aprile e approvato dagli ambasciatori dell’UE presso il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) il prossimo 4 maggio.

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Preambolo

Il preambolo del testo è stato modificato per chiarire il significato degli obblighi di legge e rendere più difficile un ricorso legale.

Il testo ora afferma chiaramente che il DMA ha lo scopo di garantire l’assenza di barriere d’ingresso (contestability) di tutti i servizi online. È stata aggiunta anche una spiegazione generale della contestability e dell’equità (fairness).

La contestability può essere danneggiata anche da un oligopolio di gatekeepers. Nei casi in cui la concorrenza tra piattaforme non sia possibile a breve termine, dovrebbe essere garantita la concorrenza all’interno della piattaforma dominante.

L’assenza di equità (unfairness) è definita come “uno squilibrio tra i diritti e gli obblighi degli utenti aziendali in cui il gatekeeper ottiene un vantaggio sproporzionato”. È importante sottolineare che questo concetto non esclude i servizi gratuiti, come i risultati di ricerca.

Inoltre, i gatekeeper non possono escludere o discriminare le imprese, una specifica essenziale alla luce dei nuovi obblighi sulle impostazioni predefinite, che consentono agli utenti di scegliere i propri motori di ricerca, assistenti virtuali e browser web tramite una schermata di scelta.

Impostazioni predefinite, sideloading, app di terze parti

Il documento afferma che gli utenti dovrebbero essere in grado di disinstallare tutte le app che non sono essenziali per il funzionamento del sistema operativo o del dispositivo.

Durante il sideloading, è stata aggiunta una nuova dicitura per garantire che le app e gli app store di terze parti possano chiedere agli utenti di diventare la loro impostazione predefinita. È stata aggiunta la formulazione del Consiglio che consente ai gatekeeper di applicare requisiti di sicurezza “debitamente giustificati” alle app di terze parti.

Allo stesso modo, i gatekeeper dovranno garantire che hardware e software siano interoperabili con terze parti. Tuttavia, potrebbe adottare le misure strettamente necessarie per garantire che la fornitura di questa interoperabilità non danneggi il software e il dispositivo.

FRAND

Il testo impone agli app store, ai motori di ricerca e ai social media dei gatekeeper di rispettare un accesso equo, ragionevole e non discriminatorio (FRAND) ai propri servizi per gli utenti aziendali. È stata aggiunta una clausola “a prova di futuro” per affrontare le pratiche sleali che non esistono ancora ma che potrebbero svilupparsi in futuro.

I gatekeeper dovrebbero pubblicare le condizioni generali di accesso per spiegare come si applicano i termini FRAND alle loro piattaforme, compreso un meccanismo alternativo di risoluzione delle controversie. L’esecutivo dell’UE verificherà che le condizioni generali siano conformi al regolamento.

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Disposizioni sui dati

Un requisito completamente nuovo impedisce ai gatekeeper di utilizzare i dati personali degli utenti che utilizzano il servizio fornito da una terza parte quando tale servizio di terze parti utilizza la piattaforma del gatekeeper.

Il preambolo spiega che questa misura ha lo scopo di impedire a Google e Facebook di tracciare gli utenti che hanno negato il loro consenso quando visitano siti Web che fanno parte delle loro reti pubblicitarie. Il regolamento consente di richiedere il consenso al trattamento dei dati personali solo una volta all’anno.

Gli inserzionisti potranno accedere ai dati aggregati e non aggregati per gli annunci che pubblicano. I dati devono essere forniti in modo che gli inserzionisti possano analizzarli con i loro strumenti.

Interoperabilità dei servizi di messaggistica

La bozza finale conferma che i requisiti di interoperabilità sono stati suddivisi in tre fasi. Al momento della designazione, il gatekeeper dovrà assicurarsi che due persone possano scambiarsi messaggi di testo, immagini, messaggi vocali, video e file crittografati.

Entro due anni, le stesse funzionalità dovranno essere interoperabili per le chat di gruppo. L’interoperabilità riguarderà le chiamate vocali e video tra individui e gruppi entro il quarto anno. Dopo aver ricevuto una richiesta di interoperabilità, il gatekeeper dovrà fornire l’interoperabilità entro tre mesi.

La bozza finale conferisce maggiori poteri alla Commissione per determinare come dovrebbe funzionare l’interoperabilità. L’esecutivo dell’UE potrà ritardare il suddetto termine in circostanze eccezionali ed esentare un gatekeeper da tali obblighi se è nell’interesse pubblico.

Sulla base di un’indagine di mercato, la Commissione potrebbe imporre nuovi obblighi, aggiungere o rimuovere funzionalità o specificare ulteriormente come dovrebbe funzionare l’interoperabilità tramite il diritto derivato.

Anti-bundling ed elusione

Il testo ha eliminato qualsiasi riferimento a servizi di supporto “accessori”. Pertanto, le misure anti-bundling, per impedire ai gatekeeper di collegare tra loro servizi diversi, si riferiscono solo a sistemi di identificazione, sistemi di pagamento e motori di browser web.

Una modifica al preambolo testuale ora richiede agli utenti aziendali di contattare un utente finale solo dopo che il gatekeeper è stato remunerato direttamente o indirettamente. Ciò ha lo scopo di evitare che i mercati “free ride” degli utenti aziendali come Booking conducano direttamente le transazioni con il cliente.

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Coinvolgimento di terze parti

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Prossime scadenze

La DMA dovrebbe essere adottata il mese prossimo, il che significa che entrerà in vigore nell’ottobre 2022. Successivamente, ci vorranno sei mesi per l’applicazione, fino ad aprile 2023. Inizierà il processo di designazione, che potrebbe richiedere fino alla fine dell’estate 2023. Da lì partirebbe formalmente il dialogo normativo. Infine, il processo di compliance dovrebbe iniziare nel primo trimestre del 2024.