Digital Markets Act: la Germania farà da banco di prova per l’armonizzazione tra normativa nazionale e quella Ue

La sede del Bundeskartellamt, l'autorità nazionale sulla concorrenza tedesca. [nitpicker/Shutterstock]

Il Digital Markets Act (Dma) europeo, legislazione cardine che andrà a colpire i giganti del digitale, sarà integrato dalle autorità nazionali sulla concorrenza. 

La legge europea entrerà pienamente in vigore dalla primavera del 2024 e potrebbe sostituire le leggi nazionali specifiche del settore con lo stesso approccio, una volta implementata. In Germania, l’articolo 19 della legge contro le restrizioni della concorrenza (Arc) è spesso indicata come il modello del Dma, perché ha un campo di applicazione simile.

“Per questo non si può escludere che parte dell’articolo 19 di questa legge sia armonizzato, ma rimangano aspetti parziali”, ha detto a EURACTIV il relatore del Parlamento europeo sul Dma Andreas Schwab, aggiungendo che potrebbero nascere contenziosi tra gli enti legislatori europei e nazionali.

“Se riusciamo a dare un ruolo alle autorità nazionali supplementari per contribuire ulteriormente a far rispettare le regole, perfetto. Ma dovremmo evitare una sorta di concorrenza tra le autorità – non ce n’è bisogno”, ha detto Schwab a Bruxelles il 31 marzo. “Dobbiamo tutti guardare nella stessa direzione”, ha aggiunto.

I legislatori tedeschi hanno già affrontato la questione. In un rapporto di gennaio, il servizio scientifico del Bundestag ha ritenuto che il rapporto tra le due normative fosse poco chiaro, il che significa che le aziende avrebbero quindi potuto contestare la doppia applicazione delle leggi europee e nazionali davanti a un tribunale.

Il Dma e l’articolo 19 della normativa tedesca hanno molto in comune. “Hanno destinatari simili, se non gli stessi, e regole analoghe. Le differenze stanno nei dettagli: l’Arc è una legge sulla concorrenza, mentre il Dma va oltre e mira a promuovere la contendibilità e l’equità”, ha detto Aline Blankertz, co-fondatrice del think tank Sine Foundation.

“Attualmente, i destinatari dell’articolo 19 dell’Arc sono molto probabilmente anche interessati dal Dma. In questo caso, è efficace che i casi siano trattati a livello europeo, poiché i cambiamenti a livello europeo possono essere applicati”, ha aggiunto Blankertz.

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Bundeskartellamt indisturbato

Da parte tedesca è chiaro che l’articolo 19 dell’Arc continuerà ad esistere. “Anche dopo l’entrata in vigore del Digital Markets Act dell’Ue, il Bundeskartellamt dovrebbe essere ancora in grado di intraprendere azioni contro comportamenti abusivi da parte di aziende con un’importanza trasversale di rilievo per la concorrenza (sezione 19a dell’Arc)”, ha detto il ministero dell’Economia.

Anche il ruolo del Bundeskartellamt, l’Antitrust tedesca, non dovrebbe essere messo in discussione. Il  Dma non prevede alcun diritto di veto da parte della Commissione europea sui procedimenti delle autorità nazionali della concorrenza. Ipotesi che è stata esclusa proprio su insistenza di Berlino. Di conseguenza, è ancora possibile “condurre un procedimento ai sensi dell’articolo 19 dell’Arc”, ha detto a EURACTIV un portavoce del Bundeskartellamt.

Secondo il presidente dell’Antitrust tedesca, Andreas Mundt, il Dma è un importante tassello per affrontare le grandi aziende digitali in modo più efficace e, soprattutto, più rapido in futuro.

“Abbiamo sostenuto molto fermamente che le autorità nazionali della concorrenza dovranno continuare ad avere un ruolo centrale nella supervisione delle grandi piattaforme digitali in futuro”, ha detto Mundt.

Mundt vede l’adozione del Dma come un “colpo di coda” e attende con ansia “un’ulteriore cooperazione con le autorità europee della concorrenza”. Ha aggiunto che la legge tedesca sulla concorrenza è più flessibile del Dma ed è in una fase avanzata di applicazione.

Regolatori nazionali

Le autorità nazionali, che possono avviare indagini senza applicare decisioni finali come fa la Commissione, dovrebbero integrare il Dma, ha detto Mundt. Per il capo dell’Antitrust, i regolatori nazionali giocheranno un ruolo chiave, in particolare nei casi che hanno un impatto nazionale o non sono prioritarie per la Commissione europea.

Poiché l’implementazione è ancora lontana, Blankertz si aspetta che il Bundeskartellamt inizi i procedimenti prima di allora e almeno concluda quelli già in corso. “Tuttavia, è auspicabile che la Commissione e il Bundeskartellamt si coordinino su quali sono i casi in corso e quale autorità li sta seguendo per evitare sovrapposizioni”, ha detto Blankertz.