Digital Europe, 7,6 miliardi di euro per cybersicurezza e intelligenza artificiale

Il programma Digital Europe metterà a disposizione 7,6 miliardi di euro di investimenti nelle tecnologie avanzate. [Shutterstock]

Il Consiglio dell’Unione europea, attualmente presieduto dal Portogallo, ha dato il via libera a un programma da 7,6 miliardi di euro di investimenti nel settore della tecnologia, in particolare in ambiti come la cybersicurezza e l’intelligenza artificiale.

In una dichiarazione, il Consiglio dell’Ue sottolinea che il nuovo programma Digital Europe “potenzierà la trasformazione digitale, mettendo a disposizione i fondi per il dispiegamento di tecnologie avanzate in aree cruciali come la cybersicurezza, l’intelligenza artificiale e i supercomputer”.

Il programma avrà validità fino al 2027 e inizierà, retroattivamente, dal 1° gennaio di quest’anno, con un budget complessivo di 7,588 miliardi di euro. Dopo l’approvazione del Consiglio, l’ultima parola passa al Parlamento europeo, dopo di che il regolamento sarà valido il giorno della sua pubblicazione della gazzetta ufficiale dell’Ue.

Il ministro portoghese delle infrastrutture Pedro Nuno Santos ha confermato che il programma “è parte della spinta europea verso la digitalizzazione della società e l’economia, aumentare la sua autonomia nelle tecnologie chiave e migliorare la competitività”. Digital Europe “permetterà di costruire servizi digitali efficienti e sicuri per tutti i cittadini e le imprese nell’Ue”, si legge nella dichiarazione rilasciata da Santos.

Il programma erogherà fondi a progetti in cinque aree, ciascuna con il suo budget indicativo: calcolo ad alte prestazioni (2,2 miliardi di euro), intelligenza artificiale (2,1 miliardi), cybersicurezza (1,7 miliardi), capacità digitali e interoperabilità (1 miliardo) e competenze digitali avanzate (577 milioni).

La dichiarazione del Consiglio specifica che Digital Europe sarà complementare ad altri programmi che già supportano la transizione digitale, come Horizon Europe, che si concentra sulla ricerca e gli sviluppi tecnologici, e gli aspetti digitali di Connecting Europe.

L’Ue mira alla creazione di uno spazio europeo per i dati sanitari

Dopo aver fissato i primi punti della sua ambiziosa agenda sanitaria dell’Ue, la Commissione europea è ora chiamata a svolgere l’impegnativo compito di creare uno spazio europeo per i dati sanitari affidabile e centrato sul paziente.

Le aspettative sono alte per …

Strategia sui dati

Nel Consiglio europeo che si svolgerà il 25 e 26 marzo sarà discussa anche la strategia europea sui dati. I capi di stato e di governo chiederanno alla Commissione europea progressi rapidi nella definizione degli spazi comuni di dati per settore.

Le proposte avanzate dalla Commissione lo scorso anno prevedono nove spazi comuni per i dati europei in settori come la sanità, l’agricoltura e l’energia, per incoraggiare lo scambio a livello industriale. Il Consiglio europeo “riconosce la necessità di accelerare la creazione di spazi comuni per i dati e invita la Commissione a presentare rapidamente i progressi effettuati  e le misure mancanti per adottare i nove spazi di dati comuni”.

Stabilire questi spazi di dati è ritenuto strategico per ottimizzare le riserve di dati industriali dell’Ue ed è considerata un’attività centrale della Strategia europea sui dati svelata dalla Commissione europea a febbraio.

Per supportare la creazione di questi spazi di dati, la Commissione vorrebbe vedere anche l’adozione del Data Governance Act, che fornisce il quadro regolatore per consentire una maggiore condivisione di dati all’interno dell’Ue.

La bozza di conclusioni vista da Euractiv chiede anche ai legislatori di velocizzare i progressi sul Digital Markets Act e il Digital Services Act, due regolamenti presentati dalla Commissione a metà dicembre. Il primo metterà in atto alcuni divieti ‘ex-ante’ e controllerà le pratiche di concorrenza nell’economia delle piattaforme, mentre il secondo metterà i giganti del digitale a rischio di pagare miliardi di euro di multe se non si adegueranno alle regole, tra cui quelle su trasparenza della pubblicità, rimozione dei contenuti illegali e accesso ai dati.

Inoltre, la bozza chiede di esaminare gli obiettivi della Digital Decade 2030, per identificare le capacità digitali strategiche e le infrastrutture, assicurando un approccio più dettagliato. Svelati la scorsa settimana, alcuni di questi obiettivi erano ambiziosi, ma necessitavano appunto di maggiore approfondimento su come raggiungerli.

Tra questi, si riscontrano la produzione di semiconduttori sostenibili e all’avanguardia in Europa, la fornitura di tutti i nuclei familiari con una rete Gigabit e la copertura di tutte le aree popolate con una rete 5G entro la fine del decennio.