Criptovalute, l’Ue istituirà un ente di vigilanza europeo

Il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg dopo la sua testimonianza davanti alla Commissione ai servizi finanziari del Congresso americano riguardo la sua criptovaluta Libra, 23 ottobre 2019. [EPA-EFE/MICHAEL REYNOLDS]

L’Ue istituirà un nuovo collegio di vigilanza, che includerà le autorità nazionali ed europee, per la supervisione delle valute digitali “significative”, tra cui Libra di Facebook, secondo la proposta sulle criptovalute della Commissione europea vista da EURACTIV.

Il tanto atteso regolamento affronterà l’alta volatilità delle criptovalute, tra cui il Bitcoin, il più popolare tra questi token digitali, e i rischi posti da quelle sistemiche, come Libra.

Con questa bozza di testo da 167 pagine, che dovrebbe essere presentata nelle prossime settimane, l’Ue diventerà la prima grande giurisdizione a regolamentare le valute digitali.

“Credo che l’Europa sia in grado di guidare la regolamentazione”, ha affermato Valdis Dombrovskis, il vicepresidente della Commissione per i servizi finanziari, nei commenti fatti a giugno.

Per alcuni, le criptovalute sono viste come il “denaro del futuro”, perché offrono un sistema di pagamento quasi istantaneo con tasse molto basse.

Ma sono anche un obiettivo primario per gli speculatori e i riciclatori di denaro. E le autorità sono particolarmente preoccupate per i token digitali sostenuti da valute sovrane, note come “stablecoins”, che includono Libra di Facebook.

Essendo legati alle valute nazionali, i sostenitori delle ‘stablecoins’ sostengono di poter evitare l’evoluzione a bolla speculativa vista con Bitcoin. Ma i regolatori temono che potrebbero destabilizzare l’economia globale, soprattutto se hanno il potenziale per raggiungere 2,7 miliardi di utenti in tutto il mondo, come il progetto di Facebook.

“Non permetteremo a Libra di trasformarsi in una moneta sovrana che può mettere in pericolo la stabilità finanziaria”, ha detto il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire a EURACTIV nel luglio dello scorso anno.

La proposta della Commissione arriverà dopo quasi due anni di lenti progressi. Ma come hanno ammesso i funzionari dell’Ue, “Libra è stato un ‘campanello d’allarme’ per prendere sul serio” questi token digitali.

L’obiettivo delle nuove regole è quello di fornire certezza giuridica, sostenere l’innovazione, proteggere i consumatori e gli investitori, garantire la stabilità finanziaria e l’integrità del mercato, dice il documento. La necessità di regolamentare a livello europeo è diventata più urgente anche perché alcuni Stati membri hanno iniziato a definire le proprie regole, tra cui Germania, Francia e Malta.

La proposta della Commissione, tuttavia, non riguarderà le valute digitali che le banche centrali stanno attualmente sviluppando.

Un approccio su misura

Il progetto di proposta impone requisiti più leggeri per le criptovalute che presentano rischi minori. Ma le regole saranno più severe per i “token di valuta digitale significativi”, in termini di obblighi, di vigilanza o di regime sanzionatorio.

Adeguando la legislazione al livello di rischio, la Commissione prevede di promuovere un mercato del valore di circa 350 miliardi di dollari ripartito su oltre 6.700 valute digitali, affrontando al contempo le potenziali sfide che questi beni potrebbero comportare.

Gli sviluppatori di criptovalute dovrebbero produrre un ‘white paper’ con tutte le informazioni rilevanti sull’emittente, il token o la piattaforma di trading “per consentire ai potenziali acquirenti di prendere una decisione di acquisto informata e comprendere i rischi relativi all’offerta”, dice la proposta.

Le autorità di regolamentazione nazionali ed europee devono approvare questi documenti prima che gli emittenti possano iniziare ad operare.

Per l’Associazione Libra, e per gli emittenti di “token di valuta digitale significativi”, il percorso sarà più difficile in quanto dovranno anche diventare un istituto di credito o un istituto di valuta digitale, dovendo affrontare requisiti più severi rispetto ad altri operatori digitali che offrono servizi finanziari.

Di conseguenza, Libra e gli altri “token di valuta digitale significativi” saranno sottoposte alla vigilanza dell’Autorità bancaria europea (Eba). Ma la Commissione aggiungerà un altro organismo, comprendente le autorità di vigilanza nazionali ed europee, per assistere l’Eba nella supervisione di queste attività digitali sistemiche.

L’Eba presiederà questo collegio di autorità di vigilanza e comprenderà, tra l’altro, l’autorità nazionale dello Stato membro in cui l’emittente dei token elettronici significativi è stato autorizzato, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma), la Bce o qualsiasi altra banca centrale dell’Ue, a seconda della valuta sovrana che sostiene il token digitale.

L’Eba deve “tenere in debita considerazione” i pareri non vincolanti del collegio, secondo la bozza di testo, che potrebbero includere la richiesta agli emittenti di detenere una quota maggiore di fondi propri o la revoca dell’autorizzazione in caso di gravi violazioni dei loro obblighi. Se l’Eba non è d’accordo con il parere del collegio, dovrebbe spiegare qualsiasi deviazione significativa dalle raccomandazioni.

Ammende e tasse

L’Eba avrà inoltre il potere di condurre indagini, ispezioni in loco e di infliggere ammende fino al 5% del fatturato annuo degli emittenti, oppure il doppio dell’importo dei profitti ottenuti o delle perdite evitate grazie all’infrazione.

Allo scopo di finanziare il suo ruolo di vigilanza ampliato, l’autorità di regolamentazione bancaria addebiterà delle tasse agli emittenti di queste importanti criptovalute.

La bozza di testo obbliga inoltre l’Associazione Libra e gli emittenti di altri significativi token di valuta digitale a riscattare, in qualsiasi momento e al valore nominale, il  loro valore monetario se i detentori lo decidono, in contanti o tramite bonifico. Le norme impongono inoltre il divieto di concedere interessi ai detentori di questi beni digitali.