Criptovalute, la Bce mette in guardia dai piani di Big Tech: “Sono un rischio per la privacy”

La Bce teme che il coinvolgimento delle Big Tech nel mercato delle criptovalute crei problemi di privacy e concorrenza. [Shutterstock]

La Banca centrale europea ha messo in guardia dall’ambizione dei giganti del digitale di entrare nel mercato delle criptovalute, avvertendo che una simile mossa potrebbe mettere in pericolo la privacy, la concorrenza e la sovranità monetaria.

L’avvertimento arriva in un momento in cui la Bce continua a valutare la possibilità di introdurre un euro digitale, che spera possa mitigare alcuni dei rischi generati dalla creazione di criptovalute da parte delle compagnie private.

Facebook ha dovuto posticipare il lancio della sua ‘Diem’, dopo che gli enti regolatori hanno evidenziato una serie di criticità. In Europa, uno dei principali oppositori finora è stato il ministro dell Finanze francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato che una simile mossa comporterebbe rischi finanziari.

Ospite di un evento online organizzato dal think tank belga Bruegel mercoledì 10 febbraio, Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce e responsabile della task force sull’euro digitale, ha confermato questi timori, sottolineando inoltre la necessità di creare una moneta digitale da parte della Banca centrale.

I giganti del digitale, secondo Panetta, “stanno cercando di aggirare le reti di distribuzione tradizionali, compresi i sistemi di pagamento, attraverso il loro controllo dei social media. I modelli basati sui dati potrebbero mettere a rischio la privacy e determinare un abuso delle informazioni personali. Inoltre, l’integrazione con altri servizi offerti dalle Big Tech potrebbe mettere in pericolo la concorrenza”, ha aggiunto.

Panetta ha inoltre aggiunto che la stabilità dei mercati finanziari è a rischio a causa della grande quantità di criptovaluta che le piattaforme digitali sarebbero in grado di creare, grazie al loro elevato bacino di utenza. “Le Big Tech potrebbero contribuire a una rapida adozione di monete stabili, che potrebbero creare rischi sistemici e addirittura mettere in pericolo la stabilità monetaria”, ha detto.

Panetta ha anche approfittato dell’occasione per ricordare i piani della Bce per un euro digitale, una decisione che dovrebbe essere presentata ad aprile. Questo progetto “darebbe accesso a un capitale sicuro e non liquido che, a differenza del contante e in assenza di ostacoli legati alla sua struttura, potrebbe essere mantenuto in grandi quantità senza costi”, ha spiegato.

La privacy al centro del dibattito

La recente consultazione pubblica tenuta dalla Bce sull’euro digitale ha rivelato che la principale preoccupazione è quella sulla privacy. Panetta, nell’evento di mercoledì 10, ha dovuto spiegare i piani sulla privacy della banca in merito.

“È vero che se vogliamo mantenere la stabilità del sistema e mettere in pratica i limiti che abbiamo pensato [3.000 euro a persona], non possiamo garantire una privacy del 100%”, ha dichiarato Panetta.

Ha aggiunto che l’autorità competente dovrebbe poter controllare se una persona è in possesso di più dei 3.000 euro digitali consentiti a testa, bloccando le transazioni illecite.

In generale, la questione della privacy è centrale nella creazione dell’euro digitale e si dovrà trovare un compromesso con l’efficienza della valuta stessa. “C’è un conflitto tra il controllo e la garanzia del funzionamento del sistema e la protezione della privacy. Ad un certo punto, questo compromesso dovrebbe essere analizzato non solo dalla Banca Centrale, ma dal pubblico in generale”, ha detto.

Criptovalute, Bce e Commissione Ue al lavoro per un euro digitale

La Commissione europea lavorerà a fianco della Banca centrale europea (Bce) per sondare una serie di insidie “politiche, legali e tecniche” che potrebbero emergere come parte dei piani per l’introduzione di un euro digitale a metà del 2021.

L’annuncio arriva una …

Commissione e Bce al lavoro sull’euro digitale

A gennaio sono emerse notizie secondo cui la Commissione europea lavorerà insieme alla Bce nell’indagine su potenziali ostacoli legali, politici e tecnici che potrebbero sorgere nella creazione di un euro digitale.

“Un tale progetto risponderebbe alle questioni tecniche chiave e darebbe alla Bce gli strumenti necessari per prepararsi a emettere un euro digitale se la decisione fosse positiva”, si legge in un comunicato congiunto dei due organi.