Coronavirus e fake news: Italia tra i Paesi più colpiti. Ecco le contromisure di Bruxelles

La commissaria europeo per i valori e la trasparenza Vera Jourova durante una conferenza stampa online congiunta con l'Alto Rappresentante Josep Borrell. [EPA-EFE/FRANCISCO SECO / POOL]

La disinformazione si concentra sui Paesi più colpiti dal coronavirus, spiega la vicepresidente della Commissione europea, Vera Jourová, in occasione della presentazione del primo rapporto Ue sulla disinformazione relativa alla pademia. Le principali fonti di disinformazione sono Russia e Cina.

Ondate di disinformazione hanno colpito l’Europa durante la pandemia provenienti tanto dall’interno quanto dall’esterno dell’UE. Per lottare contro la disinformazione dobbiamo mobilizzare tutti i soggetti interessati, dalle piattaforme digitali alle autorità pubbliche”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea.

Secondo l’esecutivo di Bruxelles alcuni Paesi Terzi, in particolare Russia e Cina, “sono impegnati in campagne di disinformazione sul Covid 19 in Europa e a livello mondiale nel tentativo di minare il dibattito democratico”. L’Italia è uno dei Paesi più colpiti da questa campagna di disinformazione. “L’articolo che ha avuto più seguito è stato pubblicato da Sputnik Italia ricevendo 112.800 like, condivisioni e commenti su Facebook, Twitter, Pinterest e Reddit. L’articolo sosteneva falsamente che la Polonia non aveva permesso a un aereo russo con a bordo aiuti umanitari e un team di medici diretto in Italia di sorvolare il proprio spazio aereo”, ha spiegato Jourová in un’intervista al Corriere della Sera. “La disinformazione ai tempi del coronavirus può uccidere. Abbiamo il dovere di proteggere i nostri cittadini”, ha aggiunto l’Alto Rappresentante Josep Borrell.

“Sono veramente preoccupata che alcune di queste false notizie possano danneggiare le persone – ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un video divulgato sui social -. Ad esempio la falsa affermazione che bere la varechina curi il virus. Bere la varechina può essere mortale. Sono anche preoccupata che quanti sono dietro queste affermazioni, sfruttino le paure delle persone, solo per fare soldi”.

Le misure Ue per contrastare il fenomeno

Data la gravità del pericolo, che ha portato l’esecutivo di Bruxelles a parlare di infodemia, l’Unione europea ha deciso di prendere provvedimenti, avviando una serie di contromisure. Secondo l’Unione europea per contrastare la disinformazione è necessario rafforzare il coordinamento e cooperazione tra gli Stati europei, il G7, la Nato e l’Oms. Inoltre l’Europa si impegna a rafforzare nei Paesi terzi il sostegno e l’assistenza a protagonisti della società civile, media e giornalisti indipendenti nell’ambito del pacchetto “Team Europa” e il supporto destinato al monitoraggio delle violazioni della libertà di stampa. Affinché questo porti a risultati concreti è fondamentale la collaborazione dei social media.

A Firenze nasce l'Osservatorio europeo dei media digitali. Breton: "Punto di riferimento nella lotta alle fake news"

Il progetto, entrato in funzione il 1° giugno, è finanziato dall’Unione europea e riunisce fact checker, esperti di alfabetizzazione mediatica e ricercatori accademici.
“La disinformazione sta diventando sempre più una minaccia per le nostre società democratiche e dobbiamo combatterla. Nel farlo, …

Le piattaforme come Google, Facebook e Amazon dovrebbero trasmettere relazioni mensili contenenti dati più dettagliati sulle azioni che loro svolgono per promuovere contenuti autorevoli e limitare le fake news. Inoltre dovrebbero intensificare la cooperazione con i fact checker, in tutti gli Stati membri e in tutte le lingue. L’Ue, da parte sue potenzierà il sostegno offerto a queste figure attraverso l’Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO).

La Commissione europea sottolinea l’importanza di garantire la libertà di espressione e il pluralismo del dibattito democratico e assicura che continuerà a monitorare l’impatto sul diritto e sui valori dell’UE delle misure di emergenza adottate durante la pandemia.