Copyright, la società civile contesta le linee guida della Commissione Ue

Manifestanti protestano a Berlino contro la riforma della legge europea sul copyright, 2 marzo 2019. [EPA-EFE/JENS SCHLUETER]

Un gruppo di organizzazioni della società civile dell’Ue ha scritto al responsabile del mercato interno della Commissione europea, Thierry Breton, sottolineando le “gravi preoccupazioni in materia di diritti fondamentali” relative alla bozza di linee guida della Commissione sull’applicazione della direttiva sul diritto d’autore.

L’articolo 17 della direttiva europea, che stabilisce che le piattaforme digitali non rendano più disponibili online opere che violano il diritto d’autore, è ritenuto in contrapposizione ai diritti fondamentali da una parte della società civile.

In particolare, luned 14 settembre il gruppo si è schierato contro la proposta di utilizzare tecnologie automatizzate di blocco dei contenuti per individuare il materiale che viola il diritto d’autore in rete.

Le consultazioni svolte nella seconda metà del 2019 e all’inizio del 2020 sono state inserite in un progetto di direttiva pubblicato dalla Commissione la settimana scorsa.

Queste linee guida, secondo i gruppi in difesa dei diritti, violano la libertà di parole ed espressione. Questo perché permettono l’uso di tecnologie di riconoscimento automatizzato dei contenuti, che bloccano quelli contrari alle regole prima che appaiano online. Queste tecniche sono state talvolta definite “filtri di caricamento”.

“Siamo profondamente preoccupati dal fatto che la direttiva europea permette il blocco automatico dei contenuti da parte dei provider di servizi online, anche se si tratta di una chiara violazione dei diritti fondamentali”, dichiarano organizzazioni come Communia, Liberties e EDRi in una lettera.

“Le linee guida proposte non sciolgono le nostre riserve e non dissipano la nostra preoccupazione che l’articolo 17 sia in violazione dei principi del diritto comunitario”, continua la lettera.

A seguito degli incontri di consultazione tra le parti interessate e la Commissione, i partecipanti sono stati invitati a rispondere alla bozza di linee guida espressa dall’esecutivo Ue. Queste saranno poi integrate nella guida completa sull’applicazione dell’articolo 17, che dovrebbe essere consegnata formalmente agli Stati membri entro novembre. Il pieno recepimento della direttiva sul diritto d’autore è richiesto entro giugno 2021.

In seguito all’invio della lettera da parte delle associazioni Eva Simon, di Liberties, ha esortato la Commissione a riconsiderare la sua posizione sull’uso di tecnologia di riconoscimento automatico dei contenuti.

“La presenza di filtri di caricamento è sempre stata il punto critico delle regole Ue in materia di copyright”, ha commentato.

“Questo tipo di tecnologia è imprecisa e non comprende il contesto. Senza alcun tipo di intervento umano, i video o gli articoli caricati su Internet possono essere bloccati da questi filtri, limitando la libertà di espressione e quella di accesso all’informazione. Non possiamo affidarci alle sole macchine per proteggere i diritti fondamentali delle persone”, ha concluso.

Durante le consultazioni della Commissione sono state esercitate forti pressioni da entrambe le parti del dibattito. La scorsa settimana una coalizione di detentori di diritti e creatori di contenuti, tra cui l’Associazione delle televisioni commerciali in Europa e News Media Europe, ha consegnato una lettera di critica alla Commissione dal punto di vista dell’altra parte del dibattito.

Il gruppo ha criticato l’interpretazione dell’esecutivo Ue di vari aspetti dell’articolo 17, che sarebbe “in conflitto con la decisione della Commissione di fare della cultura uno degli ecosistemi prioritari dell’Europa per la ripresa dall’impatto della pandemia”.