Copyright, il Parlamento europeo chiede maggiori rassicurazioni sulla direttiva Ue

La direttiva sul copyright, adottata ad aprile 2019, intende assicurare protezione legale e remunerazione ai creatori di contenuti nell'economia online. [Shutterstock]

In seguito alle preoccupazioni espresse da alcuni europarlamentari alla Commissione europea riguardo la normativa sul copyright, alcuni rappresentanti della Dg Connect incontreranno gli eurodeputati in un briefing per spiegare la situazione.

EURACTIV ha appreso che un gruppo trasversale di eurodeputati, provenienti principalmente dai Popolari e da S&D, non è soddisfatto dalle linee guida emesse dalla Commissione europea sull’applicazione dell’articolo 17 della direttiva sul copyright, che si assicura che le piattaforme digitali non rendano più disponibili online lavori protetti dal diritto d’autore.

In generale, le regole adottate ad aprile 2019 servono a dare protezione legale e remunerazione ai creatori di contenuti e ai detentori di diritti nell’economia online.

“L’approccio attuale alla Guida non riflette correttamente l’accordo ottenuto con difficoltà e dopo lunghe negoziazioni sull’articolo 17 della direttiva sul copyright”, si legge nella lettera inviata dagli eurodeputati alla Commissione.

“Le ultime risposte date dalla Commissione in seguite alle interrogazioni parlamentari e i recenti commenti pubblici rilasciati dai membri della Dg Connect non hanno aiutati a dissipare le preoccupazioni”, prosegue la lettera, invitando la Commissione a un colloquio con il Parlamento.

Fonti interne hanno confermato a EURACTIV che alcuni rappresentanti della Commissione, tra cui il direttore generale della Dg Connect Roberto Viola e il responsabile per le politiche dei media Giuseppe Abbamonte, hanno partecipato all’incontro con gli eurodeputati di venerdì 12 febbraio.

Copyright, la società civile contesta le linee guida della Commissione Ue

Un gruppo di organizzazioni della società civile dell’Ue ha scritto al responsabile del mercato interno della Commissione europea, Thierry Breton, sottolineando le “gravi preoccupazioni in materia di diritti fondamentali” relative alla bozza di linee guida della Commissione sull’applicazione della direttiva …

Gli eurodeputati vogliono più chiarezza sull’articolo 17

L’incontro tra eurodeputati e rappresentanti della Commissione serve soprattutto a chiarire le linee guida sull’applicazione dell’articolo 17, una delle parti più contestate della direttiva. La critica principale è quella secondo cui questa clausola costringerebbe le piattaforme digitali a inserire dei filtri automatici che potrebbero limitare la libertà di espressione online.

Tuttavia, a causa del carattere vago dell’articolo nell’ultima stesura del testo, la Commissione ha varato una serie di consultazioni tra il 2019 e il 2020 per chiarire la sua implementazione. L’esecutivo Ue ha poi pubblicato una bozza di guida lo scorso anno, che però è stata contestata perché non offriva la chiarezza necessaria per i detentori dei diritti.

Alcuni Stati membri, tra cui Italia, Francia, Croazia, Danimarca, Grecia, Portogallo e Spagna hanno scritto un memorandum dove sottolineavano le loro preoccupazioni riguardo l’efficacia della guida, che temevano non potesse raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla Commissione in materia di protezione dei diritti.

“Proponendo nuovi concetti come ‘caricamento probabilmente legittimo’ e suggerendo, in base a questo concetto, un modus operandi per l’applicazione dell’articolo 17 dove le istruzioni dei detentori dei diritti sono semplicemente messe da parte nel contesto delle misure preventive, il documento eccede lo scopo delle linee guida che saranno adottate dalla Commissione e solleva seri dubbi”, si legge nella lettera.

Effettivamente, sembra che quello che gli eurodeputati si aspettano dall’incontro con i rappresentanti della Commissione siano ulteriori rassicurazioni la guida all’articolo 17 sia sufficiente a consentire ai detentori di diritti in tutta l’Ue di ricevere la giusta remunerazione per i loro contenuti. La piena trasposizione della direttiva sul copyright nelle legislazioni nazionali è richiesta entro giugno 2021.