Consiglio d’Europa: “Nel 2020 il giornalismo libero ha subito enormi danni”

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Le segnalazioni sono aumentate del 40% rispetto al 2019. Nel rapporto l’Italia figura al secondo posto, dopo la Russia, per il numero di attacchi fisici contro i giornalisti segnalati.

“Nel 2020 il giornalismo libero e indipendente ha subito enormi danni”. A lanciare l’allarme è la piattaforma del Consiglio d’Europa che monitora lo stato della libertà della stampa nei 47 Paesi membri. Le segnalazioni nel 2020 sono aumentate del 40% rispetto all’anno precedente. Dei 201 casi segnalati, gli attacchi fisici sono 52 e 70 le minacce e le intimidazioni. Due i giornalisti morti: Kastriot Reçi, proprietario di testate albanesi, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco fuori casa sua, Irina Slavina, caporedattrice del portale russo koza.press che si è data fuoco dopo numerose richieste di protezione contro ripetute molestie ufficiali.

È questo lo scenario fotografato nell’ultimo Rapporto annuale redatto dalle 14 organizzazioni internazionali di giornalisti e per la libertà di stampa incaricate dal Consiglio d’Europa di gestire la piattaforma per la sicurezza dei giornalisti. Il numero di segnalazioni di attacchi fisici sui giornalisti negli Stati membri è raddoppiato tra il 2016 e il 2020.

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L’Europa rimane la regione più sicura per la libertà d’informazione ma, nonostante questo, anche nel Vecchio Continente si sono moltiplicate le aggressioni e gli arresti arbitrari secondo il rapporto di Reporter senza frontiere.

La situazione in tutta l’Ue sta diventando sempre …

Le limitazioni post Covid

Le risposte dei governi europei alla pandemia di Covid-19 hanno limitato ulteriormente la capacità dei giornalisti di operare liberamente. Alcune delle normative introdotte per l’emergenza sanitaria hanno violato l’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti umani, sostiene il rapporto.

Le ragioni delle erosioni alla libertà e all’indipendenza dei giornalisti sono state dovute a “leggi e regolamenti di emergenza in risposta alla pandemia Covid-19 che hanno anche imposto restrizioni straordinarie sulle attività dei giornalisti”, con leggi che puniscono la presunta diffusione di false informazioni, o il rifiuto sistematico di accesso alle informazioni pubbliche sulla pandemia.

I giornalisti hanno subito “arbitrarie interferenze”, nonostante i richiami dagli organismi internazionali, denuncia il rapporto, “molti governi europei hanno promulgato leggi di emergenza radicali, spesso con scarso controllo parlamentare”, denuncia il rapporto, e “misure straordinarie per penalizzare le voci critiche e limitare il controllo dei media sulle azioni del governo”.

Il rapporto arriva dopo che Reporter Senza Frontiere ha abbassato la settimana scorsa la classifica della libertà dei media per diversi stati europei, tra cui Germania, Polonia e Ungheria, e un rapporto dell’Unione delle Libertà Civili per l’Europa il mese scorso ha trovato che la pandemia ha indebolito lo stato di diritto nell’Ue.

La situazione in Italia

Nel rapporto l’Italia figura al secondo posto, dopo la Russia, per il numero di segnalazioni di attacchi fisici contro i giornalisti. Al terzo e al quarto posto ci sono la Serbia e il Regno Unito.

“Ma bisogna essere cauti nel comparare i dati di diversi Paesi”, sottolinea Ricardo Gutierrez, segretario generale della federazione europea dei giornalisti, spiegando che le segnalazioni dipendono anche da come lavorano le associazioni nazionali.

L’Italia è un caso specifico, perché in questo Paese c’è una correlazione tra il numero di casi di violenza e quelli di intimidazione nei confronti dei giornalisti”, afferma Gutierrez, spiegando che gran parte delle segnalazioni pubblicate arrivano dalla Federazione nazionale della stampa (Fnsi).

“D’altro canto – aggiunge – noi non segnaliamo tutti i casi, perché è impossibile, e il messaggio alle associazioni nazionali è di concentrarsi sui casi più importanti”.

Le organizzazioni che gestiscono la piattaforma per la difesa della libertà di stampa del Consiglio d’Europa evidenziano inoltre che i Paesi del sud est, membri dell’organizzazione, tendono a sottostimare gli attacchi nei confronti dei giornalisti

Per l’Italia, sulle 11 segnalazioni pubblicate nel 2020, 6 riguardavano attacchi fisici contro giornalisti. Tra i casi ci sono l’attacco a una troupe di Sky Tg 24 a Napoli durante una manifestazione anti-lockdown, quello al giornalista Mimmo Rubio anche lui vittima di manifestanti anti-lockdown, e gli attacchi a diversi giornalisti mentre seguivano le proteste dell’estrema destra a Roma nel giugno 2020.