Amazon, multa da oltre un miliardo per abuso di posizione dominante. Bruxelles loda il lavoro dell’Antitrust italiana

Un magazzino di Amazon. [EPA-EFE/JUSTIN LANE]

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Amazon detiene una posizione di assoluto dominio nel mercato italiano dell’e-commerce che le ha consentito di favorire il proprio servizio di logistica. Il colosso americano annuncia ricorso.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), la cosiddetta Antitrust, ha inflitto una sanzione da 1 miliardo e 128 milioni di euro a una serie di società controllate da Amazon, tra cui società Amazon Europe Core S.à r.l., Amazon Services Europe S.à r.l., Amazon EU S.à r.l., Amazon Italia Services S.r.l. e Amazon Italia Logistica S.r.l. L’accusa è abuso di posizione dominante nei servizi di logistica per e-commerce. Secondo l’Autorità, Amazon detiene “una posizione di assoluta dominanza nel mercato italiano dei servizi di intermediazione su marketplace, che le ha consentito di favorire il proprio servizio di logistica”.

La decisione dell’AGCM

Secondo l’Antitrust italiana, come conseguenza dell’abuso, sono stati danneggiati anche i marketplace concorrenti: a causa del costo di duplicazione dei magazzini, i venditori che adottano la logistica di Amazon sono scoraggiati dall’offrire i propri prodotti su altre piattaforme online, perlomeno con la stessa ampiezza di gamma.

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, i venditori, nel momento in cui si affidano al servizio di logistica di Amazon, hanno accesso a una serie di vantaggi essenziali per ottenere visibilità e migliori prospettive di vendite su Amazon.it. Il primo vantaggio, spiega in una nota l’Antitrust italiana, è l’etichetta Prime che “consente di vendere con più facilità ai consumatori più fedeli e alto-spendenti aderenti all’omonimo programma di fidelizzazione di Amazon” e anche di “partecipare ai famosi eventi speciali gestiti da Amazon, come Black Friday, Cyber Monday, Prime Day e aumenta la probabilità che l’offerta del venditore sia selezionata come Offerta in Vetrina e visualizzata nella cosiddetta Buy Box. Amazon ha, così,  impedito ai venditori terzi di associare l’etichetta Prime alle offerte non gestite con FBA”.

Con questa condotta il colosso fondato da Jeff Bezos ha danneggiato gli operatori concorrenti di logistica per e-commerce, impedendo loro di proporsi come fornitori di servizi di qualità paragonabili a quelli offerti dalla logistica di Amazon.

“È difficile dire se la quantificazione della sanzione sia adeguata o meno, ma appare chiaro che è sempre più facile per chi gode di un vantaggio competitivo in termini di dati passare da una posizione dominante in un settore a un altro. È ormai chiaro a tutti, quindi, che le autorità antitrust e di protezione dei dati sono e saranno sempre più in prima linea nella tutela del mercato e dei consumatori”, spiega Rocco Panetta, esperto di Internet e Privacy e Country Leader per l’Italia di IAPP International Association of Privacy Professionals, commentando la decisione del Garante italiano.

La reazione di Amazon

Non si è fatta attendere la reazione del gigante dell’e-commerce: Amazon ha definito “ingiustificata e sproporzionata” la sanzione e ha annunciato che intende fare ricorso.

“Siamo in profondo disaccordo con la decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e presenteremo ricorso. La sanzione e gli obblighi imposti sono ingiustificati e sproporzionati”, dichiara l’azienda in una nota. “Più della metà di tutte le vendite annuali su Amazon in Italia sono generate da piccole e medie imprese e il loro successo è al centro del nostro modello economico. Le piccole e medie imprese hanno molteplici canali per vendere i loro prodotti sia online che offline: Amazon è solo una di queste opzioni”, si legge nel comunicato.

Ue al fianco dell’Italia

La Commissione europea invece plaude alla decisione dell’Antitrust italiana. “Siamo di fronte a un esempio di coordinamento riuscito tra la Commissione europea e l’Autorità italiana, che era nella posizione ideale per condurre un’indagine separata sulla condotta di Amazon in Italia”, è il commento di Bruxelles alla sanzione. L’esecutivo Ue sottolinea anche che c’è stata una “stretta collaborazione nell’ambito della Rete europea della concorrenza (Ecn) per garantire la coerenza con le indagini in corso” a livello europeo.

Le associazioni dei consumatori

Anche le associazioni italiane dei consumatori hanno espresso soddisfazione per la multa inflitta ad Amazon dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. “Finalmente dall’Antitrust arriva una multa record in grado di sanzionare efficacemente i grandi operatori che adottano comportamenti scorretti”, ha commentato il Codacons. “Ancora una volta l’Antitrust è costretta ad intervenire sui giganti dell’e-commerce evidenziando comportamenti che, se confermati i rilievi dell’Autorità, danneggiano non solo gli operatori commerciali, ma anche i consumatori – sottolinea l’associazione dei consumatori –. L’abuso di posizione dominante sanzionato dall’Antitrust e le condizioni imposte da Amazon, infatti, si riflettono non solo sui servizi resi ai consumatori, ma anche sulla concorrenza tra operatori e, quindi, sui prezzi finali proposti al pubblico”.

Secondo Consumerismo, un’altra associazione no-profit,  “Amazon ha letteralmente sconvolto il sistema delle vendite, non sempre in maniera positiva. Il prezzo della crescita di Amazon e delle politiche commerciali messe in atto dal colosso è stato pagato dal commercio di prossimità, con i negozi fisici che fanno sempre più fatica a resistere alla concorrenza dell’e-commerce”.

Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, è importante che “a tutti i venditori attivi sulla piattaforma Amazon.it siano garantite le stesse condizioni e visibilità, se sanno rispettare gli standard di qualità del servizio da assicurare ai consumatori”. Inoltre, ha aggiunto Dona, le aziende devono poter “offrire senza ostacoli tutti i loro prodotti anche su altre piattaforme online, perché solo così vi può essere effettiva concorrenza anche nell’e-commerce”.