La digitalizzazione porterà ad autostrade più sicure e più verdi

Traffico sull'autostrada M1 nel Bedfordshire, Gran Bretagna, 09 febbraio 2020. EPA-EFE/NEIL HALL

I sistemi di trasporto intelligenti hanno il potenziale per aumentare la sicurezza e l’efficienza delle strade, riducendo le emissioni e salvando vite umane, dice Pierpaolo Tona.

Pierpaolo Tona è senior project manager dell’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (INEA), un organismo istituito dalla Commissione europea per gestire progetti specializzati. Ha risposto per iscritto alle domande di EURACTIV.com

I sistemi di trasporto intelligenti (ITS) sono stati presentati come un modo per rendere i trasporti più sicuri ed efficienti. Come funzionano in pratica?

Gli ITS sono tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) applicate ai trasporti, per esempio alle infrastrutture stradali e ai veicoli, alla gestione del traffico e ai servizi di mobilità. Si basano su computer, elettronica, sensori, telecomunicazioni e satelliti. L’hardware è installato nell’infrastruttura stradale e, a seconda del tipo di servizio, anche sui veicoli.

Gli ITS permettono di adattare il traffico stradale a circostanze variabili, adattandosi in modo flessibile ai cambiamenti dei flussi e agli eventi imprevisti. Le corsie di un’autostrada possono, per esempio, essere utilizzate in modi diversi, o un semaforo può diventare immediatamente verde quando si avvicina un autobus.

In termini di sostenibilità, quale impatto avranno gli ITS sulle emissioni stradali?

Gli ITS riducono il numero di incidenti stradali e la congestione del traffico, rendendo possibile un flusso di traffico più regolare ed efficiente. Come esempio, posso citare i risultati di uno dei corridoi ITS cofinanziati dal Connecting Europe Facility (CEF), che ha mostrato una diminuzione del 34% nel numero di incidenti, una riduzione del 13% nella durata media del viaggio e un abbassamento del 22% nelle emissioni di CO2. Trovo che questi risultati siano notevoli.

Quali sono i costi di implementazione di questi tipi di sistemi? Come possono gli stati membri finanziarne la realizzazione?

Prima di tutto, penso che sia importante sottolineare che gli ITS hanno la capacità di ottenere grandi benefici con meno risorse rispetto a quanto richiederebbe la costruzione di nuove strade o l’ammodernamento di quelle esistenti. Questo è particolarmente rilevante in Europa, dove lo spazio disponibile per costruire o espandere le infrastrutture stradali è relativamente limitato. Significa che, invece di costruire o ampliare le strade, possiamo fare un uso più efficiente di quelle esistenti. Così, attraverso gli ITS raggiungiamo non solo un trasporto più efficiente e più sicuro, ma anche un uso più efficiente delle risorse pubbliche.

Se guardiamo ai costi, i quattro corridoi ITS finanziati dal CEF hanno mostrato un ritorno complessivo sull’investimento in circa 4 anni, poiché l’investimento combinato di 232 milioni di euro ha prodotto benefici annuali di 55 milioni di euro.

Inoltre, l’implementazione degli ITS è sostenuta dall’UE, il che significa che gli stati membri dell’UE possono contare su un significativo sostegno finanziario. Vale la pena notare che più di mezzo miliardo di euro di finanziamenti CEF sono stati spesi per gli ITS.

Posso dire che abbiamo ricevuto un feedback molto positivo dagli stati membri riguardo al sostegno che hanno ricevuto dal CEF, che va oltre l’elemento finanziario, in quanto il CEF incoraggia la cooperazione tra i paesi e garantisce l’interoperabilità attraverso i confini.

Gli ITS saranno utilizzati per facilitare il sistema di pedaggio Eurovignette? E la Commissione europea come intende assicurarsi che i sistemi ITS implementati in tutta Europa siano compatibili tra di loro?

Gli ITS non sono al servizio di Eurovignette. Ci sono stati progetti ITS in passato, finanziati dal programma TEN-T, sui sistemi di pedaggio europei. Hanno dimostrato che c’è ancora bisogno di lavoro a diversi livelli per implementare un efficiente servizio europeo di telepedaggio, poiché non è solo una questione tecnica.

Poiché i veicoli attraversano le frontiere, gli ITS non saranno utili se non sarà garantita in tutta l’UE l’interoperabilità tecnica e operativa. Gli utenti della strada dovrebbero sempre poter affrontare un viaggio mantenendo la continuità dei servizi. Abbiamo esempi molto positivi a questo proposito, come lo standard di scambio dati DATEX II, utilizzato dai Centri europei di gestione del traffico, o lo standard di comunicazione ITSG5 utilizzato per i C-ITS.

L’introduzione degli ITS imporrà costi aggiuntivi agli utenti della strada?

I progetti ITS finanziati dal CEF hanno lo scopo di incrementare la sicurezza stradale e l’efficienza dei trasporti, non di imporre costi aggiuntivi agli utenti della strada. Come nel caso dei “pannelli a messaggio variabile” che troviamo sulle autostrade, per fornire informazioni agli utenti della strada (per esempio indicando informazioni sul traffico in tempo reale, consigli sulla velocità, limiti di velocità, tempi di viaggio, disponibilità di parcheggi per camion, raccomandazioni per la deviazione) e che sono finanziati dall’UE.

Alcuni hanno sollevato preoccupazioni sulla privacy riguardo agli ITS, dicendo che permetteranno di tracciare i movimenti delle persone. Come si può rispondere rispetto a queste preoccupazioni?

La privacy è una preoccupazione legittima per tutti noi. L’UE è tra le regioni più avanzate del mondo nel campo della protezione dei dati, e gli ITS non fanno eccezione. Come esempio, ricordo i severi requisiti imposti dai supervisori europei della protezione dei dati quando si lavorava all’implementazione di eCall, uno degli esempi di successo dei servizi ITS. Non è un caso che il sistema eCall sia basato sul numero di emergenza 112 e che la SIM card all’interno dei veicoli sia dormiente (cioè non è in grado di tracciare la posizione del veicolo prima di un grave incidente). Un’altra prova dell’estrema attenzione alla protezione dei dati è il gruppo di lavoro sulla privacy della piattaforma C-ITS istituito dalla Commissione Europea.

Gli ITS saranno un prerequisito per la prossima generazione di veicoli automatizzati? Ci dovrebbe essere una scadenza per tutti i paesi dell’UE per implementare un ITS?

Senza dubbio gli ITS contribuiscono in modo significativo alla graduale automazione dei trasporti. Tutti i veicoli si affidano sempre di più alla comunicazione e allo scambio di dati (con altri veicoli e con l’infrastruttura). Più ITS significa anche uno scambio di dati più sicuro e affidabile, che alla fine porterà a una più facile implementazione dell’automazione nei trasporti.

Tuttavia, l’automazione non è direttamente collegata all’implementazione obbligatoria degli ITS. Questa è attualmente limitata ai servizi ITS di base che derivano dalla direttiva ITS 2010/40/EU.