Vaccini, asse Ue-Africa per il trasferimento di tecnologia. Ma Bruxelles non vuole rinunciare ai brevetti

Un momento della conferenza stampa al termine del summit Ue-Africa. [©European Commission]

Grazie a questa iniziativa sei Paesi africani potranno produrre i loro vaccini mRna. Ma non c’è accordo sulla sospensione dei brevetti, sollecitata anche da Emergency, Oxfam e altre Ong.

A margine del vertice Unione europea-Unione africana, l’Ue e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno annunciato il trasferimento della tecnologia mRna a sei Paesi africani: Sudafrica, Nigeria, Senegal, Kenya, Egitto e Tunisia.

Il trasferimento di tecnologia sarà effettuato mediante il polo di tecnologia per vaccini a mRNA di Afrigen, a Città del Capo (Sud Africa), istituito nel 2021 per aiutare i produttori dei paesi a basso e medio reddito a produrre i propri vaccini.

Il polo di Afrigen condividerà le tecniche con i produttori locali e l’Oms. I partner garantiranno anche formazione e sostegno finanziario al fine di costituire il capitale umano necessario per il know-how di produzione, il controllo di qualità e la regolamentazione dei prodotti e, se del caso, forniranno assistenza in merito alle licenze necessarie.

La Commissione europea, la Germania, la Francia e il Belgio investiranno complessivamente 40 milioni di euro su questa iniziativa. “Siamo profondamente convinti che sia la strada giusta da seguire. E infatti lo considero non solo un grande passo avanti nella lotta contro la pandemia, ma anche un grande passo avanti nella sovranità strategica dell’Africa in materia di vaccini. Tutti conosciamo la situazione attuale. Oggi, di tutti i vaccini somministrati in Africa, l’1% è prodotto in loco. E giustamente, l’obiettivo nel 2040 è di raggiungere un livello del 60% di vaccini prodotti in Africa, che vengono somministrati in Africa”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

A seconda delle infrastrutture, della ricerca clinica e della capacità normativa esistenti, come pure della forza lavoro disponibile, l’Oms e i suoi partner collaboreranno con i paesi beneficiari per elaborare una tabella di marcia per avviare la produzione il prima possibile, ha spiegato il Consiglio europeo in una nota.

La questione dei brevetti

L’Ue è disposta a trasferire le tecnologie, ma continua a rifiutare l’idea di togliere i brevetti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che “la produzione di vaccini non è soggetta al tema della proprietà intellettuale, ma al trasferimento di tecnologia”, precisando che “in ogni caso la proprietà intellettuale va difesa”. Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa invece ha insistito sul fatto che, se si vuole davvero risolvere, il problema della produzione e della diffusione dei vaccini nel mondo è necessario togliere i brevetti.

In Africa solo l’8% delle dosi esportate dall’Ue

L’Unione europea ha promesso anche di aumentare le esportazioni di vaccini verso l’Africa, assicurandole 450 milioni di dosi entro la metà del 2022. Alla vigilia del summit Oxfam ed Emergency avevano sottolineato che l’Unione europea entro la fine di febbraio dovrà buttare 55 milioni di dosi di vaccini Covid, perché in scadenza, mentre all’Africa ne ha donate appena 30 milioni dall’inizio dell’anno. “In Africa, a causa della scarsità di vaccini, appena l’11% della popolazione ha ricevuto le prime due dosi e dall’inizio dell’anno si stima che almeno 250 mila persone siano morte a causa del virus, quasi 7 mila al giorno”, hanno denunciato le due Ong.

“L’Unione europea, che al momento è il primo esportatore di vaccini al mondo, ha dato la priorità alla vendita di dosi prodotte in Europa ai Paesi ricchi in grado di pagare prezzi esorbitanti facendo prevalere unicamente la logica del profitto delle case farmaceutiche. Solo l’8% delle dosi esportate è andato al continente africano”, hanno detto Sara Albiani, policy advisor per la salute globale di Oxfam Italia e Rossella Miccio, presidente di Emercengy.

Oxfam ed Emergency hanno ricordato anche che l’Unione europea, sotto la spinta della Germania, finora si è sempre opposta a alla proposta di sospensione dei brevetti sui vaccini Covid, avanzata da India e Sud Africa al Wto con il sostegno dell’Unione africana e di oltre 100 paesi.