Ucraina, la Commissione Ue prepara un piano per la ricostruzione. Altri 200 milioni di euro di aiuti per i rifugiati

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (al centro) con i co-organizzatori della conferenza dei donatori: il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki (a sinistra) e la prima ministra svedese Magdalena Andersson (a destra). [EPA-EFE/Rafal Guz POLAND OUT]

La Commissione europea ha confermato mercoledì 4 maggio la preparazione di un piano d’azione per la ricostruzione dell’Ucraina una volta terminato il conflitto armato. Annunciati anche altri 200 milioni di euro di aiuti per i rifugiati, nell’ambito degli oltre 6 miliardi raccolti dalla conferenza dei donatori a Varsavia.

“Il nuovo pacchetto dovrebbe portare massicci investimenti per rispondere alle esigenze e alle riforme necessarie”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “Vogliamo che l’Ucraina vinca questa guerra, ma anche fissare le condizioni perché il Paese abbia successo in seguito”, ha proseguito.

Non è ancora chiaro cosa potrebbe essere incluso in un simile pacchetto di ripresa. Ad aprile, il presidente della Banca europea degli investimenti Werner Hoyer aveva avvertito che la ricostruzione del Paese avrebbe richiesto grandi investimenti pubblici e privati.

“Se riusciremo alla fine a ricostruire l’Ucraina, avremo a che fare con cifre oltre ogni immaginazione nel momento attuale”, ha detto. Uno studio recente del Centro di ricerca di politica economica (Cepr) ha stimato il costo della guerra tra 200 e 500 miliardi di euro. I soli danni alle infrastrutture sarebbero pari ad almeno 60 miliardi, secondo la Banca mondiale.

Il pacchetto proposto “potrebbe fissare un sistema di traguardi e obiettivi per assicurare che i soldi europei arrivino veramente agli ucraini e che siano spesi secondo le regole dell’Ue”, ha detto von der Leyen. “Potrebbe aiutare a combattere la corruzione, allineare il panorama legislativo dell’Ucraina a quello europeo e potenziare in maniera radicale la capacità produttiva. Alla fine, spianerà la strada per il futuro dell’Ucraina nell’Ue”, ha concluso.

L’opinione della Commissione sulla richiesta di adesione all’Ue dell’Ucraina è attesa prima del Consiglio europeo di giugno. Il processo è particolarmente lungo e complicato per i candidati, che per ragigungere gli standard richiesti dall’Ue spesso devono attuare riforme radicali a livello politico ed economico.

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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mercoledì 4 maggio ha presentato al Parlamento europeo il sesto pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina.

Per far sì che il pacchetto possa ottenere la necessaria unanimità …

Impegni regionali

Città e regioni europee stanno lavorando per sostenere le autorità locali europee attraverso schemi di assistenza e la possibilità di creare partnership a lungo termine con le città ucraine, inclusi i gemellaggi con quelle più colpite.

La domanda in questo caso è da dove prendere i soldi necessari, dato che il commissario europeo responsabile delle relazioni interistituzionali Maroš Šefčovič ha avvertito che il margine di manovra all’interno del bilancio europeo è minimo.

“Avete tutti a che fare con il bilancio nelle vostre città e regioni e sapete come funziona: è fissato e di solito c’è poca flessibilità. Lo stesso accade con quello dell’Unione europea”, ha detto. Ha poi aggiunto che è stato fissato prima dell’aggressione russa all’Ucraina, ma che in ogni caso “è abbastanza limitato, con scarsa flessibilità”.

Una soluzione alternativa potrebbero essere le proprietà sequestrate ai soggetti russi sottoposti a sanzioni, in particolare le banche. La vendita di questi asset potrebbe fornire una grande quantità di denaro per la ricostruzione.

Le riserve di valuta estera della banca centrale russa, attualmente congelate, potrebbero essere una parte vitale di questi fondi, qualora l’Ue e gli Stati Uniti fossero disposti a ricorrere a questo mezzo. Attualmente circa 300 miliardi di euro sarebbero bloccati in questo senso.

Anche il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha promosso questa ipotesi, suggerendo che i beni confiscati agli oligarchi soggetti a sanzioni potessero essere venduti per trovare i fondi necessari a ricostruire l’Ucraina.

L’Ue ha congelato quasi 30 miliardi di euro in asset collegati a individui russi e bielorussi inseriti nella lista nera delle sanzioni. “Personalmente, sono assolutamente convinto che sia estremamente importante non solo congelare i beni, la confisca, per renderli disponibili per la ricostruzione del paese”, ha detto Michel, presidente del Consiglio europeo, all’agenzia di stampa Interfax-Ukraine.

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Centinaia di amministratori si sono riuniti a livello europeo per richiedere un rapido embargo totale contro la Russia e per aiutare le autorità locali e regionali ucraine attraverso schemi peer to peer. Tra i presenti anche i sindaci di Roma …

Un nuovo piano Marshall per l’Ucraina

La conferenza dei donatori internazionali per l’Ucraina organizzata a Varsavia giovedì 5 maggio ha raccolto oltre 6 miliardi di euro, come ha confermato il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki. Diversi Stati membri dell’Ue hanno donato milioni di euro in aiuti umanitari e militari.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato che l’Ue ha donato oltre 4 miliardi di euro all’Ucraina dall’inizio dell’invasione. Ha anche confermato che saranno stanziati altri 200 milioni di euro per i rifugiati.

“Servono 5 miliardi di euro al mese per tenere in piedi il Paese, in modo che insegnanti, infermieri e dottori ricevano gli stipendi. Vi aiuteremo a ricostruire case, scuole e ospedali”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che “abbiamo bisogno di un sostegno internazionale strategico per l’Ucraina che sia un analogo moderno dello storico piano Marshall”,  sottolineando che la ricostruzione del Paese dovrà essere un esempio come lo fu quella dopo la Seconda guerra mondiale.