La ong The ONE Campaign invita i paesi avanzati a destinare una quota dei Diritti speciali di prelievo alle nazioni più povere

Il meeting annuale del Fondo monetario internazionale (FMI) si svolge in questi giorni a Washington. [EPA-EFE/SHAWN THEW]

Bloccare l’accantonamento dei Diritti speciali di prelievo (DSP) e destinarne una parte ai paesi in via di sviluppo per sostenere una ripresa globale sostenibile: è quanto chiede alle nazioni avanzate l’organizzazione no profit che lotta contro la povertà The ONE Campaign, in vista delle riunioni annuali del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale previste nei prossimi giorni.

Alla vigilia del meeting annuale delle principali istituzioni finanziarie globali, previsto per il 12 e 13 ottobre, la ong ha affermato che “la ripresa economica globale è a rischio, se le economie avanzate non smettono di accantonare per sé i Diritti speciali di prelievo”.

I Diritti speciali di prelievo o DSP non sono una valuta vera e propria, ma un diritto ad acquisire una o più delle ‘valute liberamente utilizzabili’ detenute nelle riserve ufficiali dei paesi membri dell’FMI, ovvero il dollaro statunitense, l’euro, lo yen giapponese e la sterlina. Il valore dei DSP viene definito sulla base di questo paniere di valute, e il FMI li distribuisce ai paesi membri quando ritiene ci sia bisogno di incrementare le riserve globali.

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“Ad agosto”, ha scritto Th ONE Campaign lunedì 11 ottobre in una nota, “i paesi del G20 hanno ricevuto la maggior parte di una nuova assegnazione di risorse da 650 miliardi di dollari  (562 miliardi di euro) dal FMI, destinata a sostenere i Paesi che stanno affrontando le conseguenze della pandemia”.

“Con l’Africa che richiede 285 miliardi di dollari (246,5 miliardi di euro) di finanziamenti aggiuntivi fino al 2025 solo per rispondere alla pandemia, e 97 milioni di persone in più in condizioni di estrema povertà lo scorso anno”, si legge ancora nella nota, la ong esorta “i paesi più ricchi del mondo a destinare almeno 100 miliardi di dollari (86,5 miliardi di euro) dei loro DSP ai Paesi a basso e medio reddito entro la fine dell’anno – un semplice quarto della loro assegnazione totale – come primo passo per mantenere la loro promessa di supportare una ripresa globale sostenibile”.

L’organizzazione, inoltre, chiedessi paesi avanzati – sulla scorta della decisone francese di riallocare il 20% dei nuovi DSP ricevuti – “di aumentare il loro sostegno alla ripresa economica dell’Africa e di impegnarsi in un ambizioso programma di misure economiche per fermare la crescente divergenza economica nella fase di ripresa dalla pandemia”.

“Dopo aver raggiunto i più alti tassi di vaccinazione e speso trilioni per le loro economie”, ha detto David McNair, Direttore esecutivo per le questioni globali di The One Campaign, “è uno scandalo che le economie avanzate continuino ad accumulare i DSP quando invece l’intero scopo dello stanziamento di 650 miliardi di dollari era quello di rispondere all’impatto economico della pandemia, in particolare nei Paesi più poveri che non hanno avuto lo stesso margine di manovra in termini di spesa. Negare alle persone più vulnerabili del mondo la possibilità di beneficiare di questa provvidenziale opportunità è un’ulteriore prova del fatto che sebbene il mondo intero stia affrontando la stessa tempesta, non siamo tutti sulla stessa barca”.

“Ora – ha concluso McNair – abbiamo l’opportunità di porre fine a questa divergenza economica, ma solo se i leader mondiali della finanza sono disposti a sfruttare gli strumenti che hanno a loro disposizione per sostenere un robusto pacchetto di misure economiche a favore dei Paesi più vulnerabili”.

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