La Spagna punta al continente africano con un piano di sviluppo economico Ue

Migranti africani messi in salvo al porto di Los Cristianos dopo un naufragio nei pressi delle Isole Canarie nel novembre 2020. [Miguel Barreto/EPA/EFE]

Madrid ha presentato Foco África 2023, una serie di progetti di aiuto con risorse da destinare a livello locale, per creare un contesto sociale favorevole a contrastare i movimenti migratori illegali. La questione dei rapporti Ue-Ua.

La Spagna è intenzionata ad aiutare i paesi africani a costruire piani economici che possano creare risorse a livello locale finalizzati a scoraggiare e frenare i flussi migratori illegali e la tratta di esseri umani. Ad annunciarlo il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che ha manifestato la volontà di Madrid di contribuire ad una nuova strategia di sviluppo dell’Unione europea in Africa.

Come si apprende da Euractiv.com il piano Foco África 2023, presentato lunedì 29 marzo, copre una serie di piani di sviluppo, dalle tabelle di marcia economiche alle strategie per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, fissati dalle Nazioni Unite, da attuare entro il 2030.

In questa maniera, Madrid spera di forgiare un nuovo concetto di politica di sviluppo Ue, ha detto Sánchez, mentre interveniva davanti ai giornalisti in compagnia del presidente ghanese Nana Akufo-Addo, che è anche presidente dell’Ecowas, la comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale.

Congo, Africa e neocolonialismo: il ruolo che l’Europa non riesce a giocare

Se l’Unione europea pensa di avere un diverso sistema di valori da imporre nella gestione della cooperazione internazionale deve iniziare ad organizzarsi in termini seri con piani di sviluppo per l’Africa, scrive Fabio Masini.

Avevo preferito attendere che calasse il solito, …

“Vogliamo trasformare questo decennio nel decennio della Spagna in Africa – ha sottolineato Sánchez -. Questa è l’anima del programma”, aggiungendo che “la Spagna è sempre più vicina all’Africa e l’Africa sempre più vicina alla Spagna e anche all’Europa” e che “l’Africa può contare… sulla voce della Spagna nell’Ue”.

Il presidente ghanese, da parte sua, ha parlato del dramma delle famiglie costrette a vedere allontanare i propri cari, rischiando di non vederli più tornare, nei viaggi della speranza per approdare in Spagna.

Sottolineando l’impegno dei leader africani per dare maggiori opportunità ai loro giovani in un’area che, ha ricordato, è diventata il più grande spazio di libero scambio al mondo, Nana Akufo-Addo ha affermato che per continuare a salire “la scala della prosperità”, un partenariato strategico tra l’Africa, la Spagna e con l’intera Ue può contribuire in modo decisivo.

Gli obiettivi compresi nella strategia vanno dalla promozione della pace e della sicurezza, passando per le economie sostenibili, l’integrazione regionale, l’uguaglianza di genere e la riduzione del debito, fino alle misure volte ad affrontare il cambiamento climatico e la migrazione irregolare.

Partenariato Ue-Africa, il Parlamento Ue chiede una cooperazione alla pari

Adottato un rapporto al Parlamento europeo che mira a impostare relazioni che non siano sbilanciate sulla gerarchia del donatore sul ricevente. L’agenda europea nel continente: Tigrè, questione jihadista in Mozambico e pirateria.

Una serie di più robuste azioni in sostegno dei …

Per la Spagna si tratta di una questione geopolitica affatto trascurabile. Geograficamente, la lunga fascia costiera della penisola Iberica guarda all’Africa, fino quasi a lambirla presso lo stretto di Gibilterra, ma soprattutto sono le exclave di Ceuta e Melilla nella regione marocchina, città spagnole rappresentanti le uniche frontiere terrestri dell’Ue in Africa, che insieme alle isole atlantiche delle Canarie sopportano una forte pressione migratoria africana.

Le intenzioni spagnole affiancano quelle della Presidenza di turno dell’Unione, rappresentata dal Portogallo, anch’esso proiettato sul consolidamento dei rapporti tra Europa ed Africa che, anche a causa della pandemia, hanno subito dei rallentamenti, insieme ad alcune rimostranze, arrivate dall’Unione africana, che contestano a Bruxelles una mancanza di spirito collaborativo “alla pari” sulle tante questioni che caratterizzano il vasto e complesso continente che dal Mediterraneo arriva fino a ‘guardare’ il Polo sud.