Francia, sospesi aiuti e supporto militare alla Repubblica Centrafricana

Cittadini della Repubblica Centrafricana riuniti in occasione delle elezioni di gennaio a Bangui. [EPA-EFE/ADRIENNE SURPRENANT]

Parigi ha sospeso gli aiuti economici e la cooperazione militare con la Repubblica Centrafricana, sostenendo che il governo di Bangui ha fallito nel fermare una “massiccia campagna di disinformazione” rivolta contro i vertici del governo francese.

La Francia ha sospeso i 10 milioni di euro di sostegno al bilancio della sua ex colonia, fermando anche la cooperazione militare diretta. “Un certo numero di impegni presi dalle autorità centrafricane riguardo la Francia non sono stati rispettati, sia nei confronti dell’opposizione che verso la Francia, bersaglio di una massiccia campagna di disinformazione in cui la Repubblica Centrafricana è, nel migliore dei casi, complice”, ha dichiarato il ministero della difesa.

Oltre 300 soldati francesi sono di stanza nel Paese, inclusi quelli che lavorano nelle forze di pace delle Nazioni Unite e in un dispiegamento di addestramento dell’Unione europea. Le missioni internazionali resteranno inalterate, ma i soldati che lavorano direttamente per l’esercito francese non coopereranno più con quelli della Repubblica Centrafricana.

La Francia è intervenuta più volte con l’esercito nella sua ex colonia, tra cui durante la guerra civile del 2013-2016 (operazione Sangaris) e durante gli scontri per le elezioni a gennaio. Nel 2018 aveva inviato oltre 1.400 fucili d’assalto all’esercito centrafricano, ottenendo un’esenzione dall’embargo delle Nazioni Unite.

Un braccio di ferro con la Russia, dopo che in quello stesso anno Mosca aveva inviato centinaia di istruttori militari per addestrare le truppe contro i ribelli, ha però indebolito l’influenza di Parigi nel paese di 4,7 milioni di abitanti, ricco di oro e diamanti.

Prima delle elezioni di febbraio, le analisi di Facebook mostravano che le campagne di disinformazione rivali di Russia e Francia avevano cercato di influenzare e ingannare gli utenti. Il social network ha sospeso così oltre 500 account.

Una recente campagna riferiva, senza fondamento, che la Francia volesse spostare la sua ambasciata nella capitale del Camerun Yaoundé, ha dichiarato l’ambasciatore francese nel Paese Jean Marc Grosgurin, che però ha lasciato la porta aperta per una riconciliazione: “Se ci dovessero essere segnali forti e positivi, potremmo riconsiderare rapidamente la situazione”.