Report sulla qualità della vita nelle città europee: malissimo Roma, Napoli e Palermo

epa02816183 La pulizia e l'accumulo di immondizia sono uno dei principali problemi di città come Napoli, Roma e Palermo. EPA/CIRO FUSCO

Uno studio presentato in occasione della Settimana delle Regioni Ue, organizzata da Comitato delle Regioni e Commissione europea, racconta la soddisfazione degli abitanti delle città europee. Ancora una volta emerge una grande distanza tra le città del nord-ovest e quelle del sud-est del continente. Tra le italiane, promosse Verona, Torino e Bologna, mentre si sono classificate molto in basso Roma, Napoli e Palermo.

Ogni volta che emerge uno studio sulla vivibilità delle città, sullo sviluppo o sulla ricchezza di alcuni territori, emerge una linea che divide l’Europa tutta. Non sarà più una “cortina di ferro”, ma il divario che separa economicamente e socialmente città e regioni europee ha le dimensioni di un fossato.

In questo caso ad essere presa in considerazione è la percezione dei cittadini di alcuni dei principali centri abitati del continente, ma lo schema tende a ripetersi. Le città del sud-est europeo sono tendenzialmente meno sicure, offrono meno opportunità lavorative e di più bassa qualità, hanno amministrazioni meno efficienti e sono più sporche. Non a caso allora Palermo e Atene sono le città con gli abitanti più scontenti, mentre a guidare la classifica della soddisfazione sono Copenaghen e Stoccolma. A salvare le città del sud sembra essere il costo della vita e degli appartamenti, decisamente meno alto di quello delle città del centro-nord d’Europa.

A far riflettere, all’interno di questo quadro generale sono però vari elementi e dettagli. Si conferma innanzitutto l’ovvia considerazione che, generalmente, nelle città molto grandi si tende a vivere leggermente peggio che in quello medio piccole. Nonostante ciò restano immutati i rapporti tra nord e sud e i fanalini di coda della classifica sono Atene e Roma.

Situazione interessante è quella della Spagna che, nonostante le incertezze politiche degli ultimi anni e le enormi difficoltà economiche affrontate, rappresenta un ibrido. Se infatti i cittadini delle città della penisola iberica denunciano grossi problemi soprattutto dal punto di vista amministrativo e occupazionale, le città oggetto di studio, sono comunque percepite come sicure ed inclusive, allineandosi quindi con il resto dell’Europa centro-settentrionale.

Un altro dato legato alla percezione dei cittadini descrive poi insieme l’efficacia del mercato unico e dell’Unione europea in generale, ma allo stesso tempo la sua crisi. Per gli abitanti dell’est Europa, ovvero di quelli entrati nell’Ue nel nuovo millennio, la qualità di vita è infatti migliorata negli ultimi anni. Al contrario, la percezione degli abitanti dell’Europa occidentale è negativa, segno evidente di una crisi generalizzata percepita dalla popolazione.

Tra i paesi che sembrano aver beneficiato maggiormente dell’integrazione europea ci sono Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, conosciuti anche come i Paesi di Visegrad, che sono passati da Paesi a fortissima emigrazione, a Stati in cui i cittadini ritengono si viva bene. Il 92,3% degli abitanti oggetto di studio ha considerato Varsavia una città in cui si vive bene; la percentuale sale addirittura al 92,6% a Praga e al 92,5% a Bratislava, mentre leggermente indietro rimane Budapest, che si attesta su un soddisfacente 86,2%. Per dare un’idea, solo il 74,8% dei romani si dice contento della città in cui vive.

Italia, un Paese “al confine”

Alla luce di questi dati devono destare molta preoccupazione i risultati dell’Italia. Anche in questo caso siamo davanti ad una palese spaccatura. Le città del centro nord, come Verona, Torino e Bologna, riescono a tenere il passo del resto del continente, mentre da Roma in giù, la situazione è percepita come drammatica – e probabilmente lo è anche.

Agli ultimi posti per sicurezza, amministrazione e prospettive lavorative, le città del centro-sud italiano sembrano sconfessare anche lo stereotipo del meridionale accogliente. Roma, Napoli e Palermo sono considerate tra le peggiori città dove vivere anche per immigrati di altri Paesi, minoranze etniche e non si posizionano bene neanche per tolleranza verso le comunità LGBT.

Qui il link allo studio completo.