Consultazione UE sul riesame della politica commerciale

World Trade Organization

Consultation on the Trade Policy Review

Scadenza: 15/11/2020

La Commissione europea ha avviato un’importante revisione della politica commerciale dell’Unione europea, compresa una consultazione pubblica per ottenere il contributo del Parlamento europeo, degli Stati membri, delle parti interessate e della società civile. L’obiettivo della Commissione è quello di costruire un consenso su una nuova direzione a medio termine per la politica commerciale dell’UE, rispondendo a una serie di nuove sfide globali e tenendo conto delle lezioni apprese dalla crisi del coronavirus.

La consultazione riguarda tutti gli argomenti rilevanti per la politica commerciale dell’UE. I risultati di questa consultazione confluiranno in una comunicazione che sarà pubblicata verso la fine dell’anno.

Verranno accolti con favore i contributi di tutte le parti interessate: il settore industriale, le parti sociali, la società civile e i nostri cittadini. In particolare desideriamo conoscere i pareri delle numerose piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono la spina dorsale della nostra economia esportatrice, al fine di capire in che modo la politica commerciale possa sostenerle nell’accedere ai mercati esteri e nell’espandere la loro gamma di clienti e fornitori. Le risposte ricevute aiuteranno la Commissione europea a definire gli orientamenti per la politica commerciale dell’UE a medio termine.

La crisi della COVID-19 ha portato alla luce una serie di vulnerabilità, a livello tanto globale quanto interno all’UE, che devono essere prese in considerazione. Sono sorte preoccupazioni immediate in merito alla fornitura di dispositivi medici e di protezione: la crisi ha messo in evidenza i rischi di dipendere troppo da un solo fornitore o da un numero limitato di fornitori di beni e servizi essenziali in tali settori. Ciò ci richiede di valutare come possiamo migliorare la nostra resilienza.

Di conseguenza l’UE dovrebbe perseguire un modello di “Autonomia strategica aperta”. Ciò significa semplicemente rafforzare la capacità dell’UE di perseguire i propri interessi in maniera indipendente e decisa, pur continuando a lavorare con partner di tutto il mondo per fornire soluzioni globali alle sfide mondiali. È improbabile che l’UE possa essere autosufficiente nella produzione di determinati prodotti sanitari critici complessi, così come è impossibile che possa affrontare da sola le sfide climatiche e ambientali mondiali.

Sarebbe importante continuare a cogliere i benefici del commercio internazionale basato su norme e ad esercitare la leadership nella sfera internazionale, pur disponendo degli strumenti giusti per proteggerci da pratiche sleali. Trovare il giusto equilibrio tra un’Europa “aperta e in attività” e un’Europa che protegga la sua popolazione, le sue imprese e le sue norme. Per rimanere competitive, le imprese dell’UE dovranno comunque accedere ai mercati esteri attraverso il commercio e gli investimenti. Aumentare la resilienza significa comprendere le nostre dipendenze e ridurre le vulnerabilità attraverso la giusta combinazione di politiche.

Ciò riflette l’obiettivo di creare “un’Europa più forte nel mondo”. Come indicato dalla presidente von der Leyen nei suoi orientamenti politici, dovremmo rafforzare il ruolo dell’Europa in veste di leader globale e di soggetto che definisce gli standard attraverso un’agenda commerciale forte, aperta ed equa nel più ampio contesto dell’azione esterna dell’Unione.

In termini generali la politica commerciale dovrebbe mirare a stabilizzare l’impegno strategico con i partner commerciali principali in linea con i valori europei, interessi ed obiettivi, contribuendo nel contempo alla diversificazione delle  relazioni e alla creazione di alleanze con paesi che condividono i medesimi orientamenti.