Voli fantasma, in Europa tornano a viaggiare aerei vuoti per non perdere gli slot

Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca, ha fatto volare oltre 18 mila aerei vuoti per non perdere i suoi slot di decollo e atterraggio. [EPA-EFE/FILIP SINGER]

Ritorna il dibattito sugli slot di decollo e atterraggio negli aeroporti europei, dopo che l’amministratore delegato di Lufthansa ha dichiarato che la compagnia è costretta a operare decine di migliaia di voli in eccesso in inverno per non perdere le concessioni.

La questione dell’uso degli slot di decollo e atterraggio negli aeroporti era stata sollevata fin dall’inizio della pandemia, a metà 2020, con le compagnie aeree costrette a far partire i cosiddetti ‘voli fantasma’ vuoti per non rischiare di perdere le loro concessioni secondo la regola ‘use it or lose it’ secondo cui ogni slot non utilizzato viene perso.

L’amministratore delegato di Lufthansa Carsten Spohr ha dichiarato lo scorso mese che la compagnia tedesca è stata costretta a operare decine di migliaia di voli in eccesso durante l’inverno per rispettare le regole europee, causando però un grande surplus di emissioni.

È arrivata però la dura replica di Ryanair, che ha accusato la compagnia di bandiera tedesca di operare una stortura della concorrenza, danneggiando le altre compagnie proprio nella disputa sui ‘voli fantasma’.

“Anziché operare voli fantasma solo per mantenere i suoi slot, Lufthansa dovrebbe vendere i posti su questi voli a prezzi scontati come riconoscimento verso i cittadini tedeschi ed europei che l’hanno finanziata con miliardi di euro durante la crisi del Covid”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary, facendo riferimento agli aiuti di stato ricevuto dalla compagnia di bandiera contro cui si è sempre scagliato.

Un portavoce di Lufthansa ha detto che la compagnia tedesca non ha mai parlato di voli fantasma. Spohr aveva detto al Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung a dicembre che il vettore aereo avrebbe tagliato ancora più voli se non fosse stato per le misure europee.

“Quello di cui stiamo parlando è un’armonizzazione delle esenzioni europee per l’uso dei diritti di decollo e atterraggio nei loro attuali piani di volo”, ha detto il portavoce.

Secondo le regole aeroportuali Ue, le compagnie aeree sono costrette a usare almeno l’80% dei loro slot di decollo e atterraggio per poterli mantenere l’anno successivo. L’Ue ha sospeso queste regole all’inizio della pandemia di Covid-19 ma è tornata parzialmente a ripristinarle, tornando a far riaffiorare la preoccupazione dei voli fantasma.

Durante la fase iniziale della pandemia la soglia era stata sospesa, per poi rialzarla gradualmente al 25% e poi al 50%. L’obiettivo sarà poi rialzarla al 64% tra marzo e ottobre 2022, nonostante il dilagare della variante Omicron.

Il problema è stato sottolineato anche dall’attivista svedese Greta Thunberg, che qualche giorno fa aveva aveva sollevato il problema sottolineando che Brussels Airlines effettuava circa 3 mila voli non necessari per mantenere i suoi slot. La stessa compagnia tedesca ha dichiarato di aver effettuato 18 mila voli vuoti per conservare i privilegi.

Lufthansa in passato aveva criticato le compagnie aeree low cost come Ryanair perché vendevano i posti a prezzi troppo bassi, facendo salire artificialmente la domanda e le emissioni. Di contro, il vettore irlandese aveva sfidato le compagnie di bandiera a essere più competitive.

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Ita e gli slot di Alitalia

La questione degli slot di decollo e atterraggio ha coinvolto anche la neonata compagnia di bandiera italiana Ita, che ha dovuto rinunciare al 15% di quelli di Milano Linate e al 57% di quelli di Roma Fiumicino, condizione imposta da Bruxelles insieme al taglio della flotta per dettare una discontinuità dalla compagnia precedente.

Diverse compagnie low cost erano quindi entrate in competizione per rilevare questi slot, con l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary che aveva chiesto al governo italiano di liberare il 30% degli slot di Ita, dato che la flotta era stata ridotta di quella stessa percentuale.