Trasporti, Flixbus denuncia restrizioni alla concorrenza in Spagna, Grecia, Romania e Ungheria

Un Flixbus alla stazione degli autobus di Dortmund, in Germania. [EPA-EFE/FRIEDEMANN VOGEL]

La compagnia di trasporto tedesca Flixbus ha rinnovato la sua richiesta di aprire il mercato dei viaggi via autobus a lungo raggio ad alcuni Paesi europei, tra cui Spagna, Romania, Grecia e Ungheria, sostenendo che così facendo saranno offerti prezzi più convenienti e un’alternativa sostenibile ai viaggi in auto.

“Un mercato competitivo offre più scelte per i consumatori e consente più opzioni di mobilità sostenibile”, ha dichiarato André Schwämmlein, fondatore e Ceo di Flixbus, annunciando nel frattempo l’espansione della compagnia in Russia e Brasile.

“Speriamo che i restanti Paesi europei come Spagna, Grecia e Romania riconoscano presto i vantaggi dell’apertura del mercato per attirare più passeggeri verso soluzioni di viaggio collettivo più sostenibili”, prosegue la dichiarazione.

Attualmente, alcuni Paesi europei impediscono agli operatori di autobus a lungo raggio di operare rotte al loro interno, una mossa che viene vista come un tentativo di proteggere le reti ferroviarie nazionali. All’atto pratico, questo divieto significa che gli autobus a lungo raggio possono attraversare il Paese, ma non possono trasportare residenti tra le diverse città interne.

Nel 2017 la Commissione europea aveva proposto un aggiornamento al regolamento sull’accesso al mercato transfrontaliero per gli operatori di autobus. Il Parlamento europeo aveva reagito favorevolmente alla proposta di legge, che avrebbe significato maggiore liberalizzazione, ma il Consiglio, che rappresenta gli interessi dei governi, si è mostrato disinteressato a proseguire sul tema.

La posizione di Flixbus secondo cui maggiore concorrenza sul territorio andrebbe a beneficio dei passeggeri è sostenuta dall’Unione internazionale dei trasporti stradali (Iru), che difende gli interessi di autotrasportatori e operatori di taxi e autobus.

L’Iru ha dichiarato a EURACTIV che è a favore di un’ulteriore liberalizzazione del mercato dei trasporti nel momento in cui “consente una concorrenza aperta e corretta che porta più scelte ai clienti”. Inoltre, il portavoce dell’associazione ha aggiunto che “i benefici possono includere anche la riduzione delle emissioni derivanti dai trasporti stradali”.

Servizio pubblico

L’organizzazione ha però sottolineato come la maggiore concorrenza non debba ledere l’interesse dei passeggeri, sottolineando la necessità di proteggere i contratti di servizio pubblico che viaggiano sulle stesse linee.

Ma le richieste di liberalizzazione sono state respinte in modo veemente dalla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (Etf), che ha dichiarato che l’apertura dei mercati genera una “concorrenza ingiusta e indesiderabile tra le diverse modalità” che peggiora le condizioni di lavoro.

Cristina Tilling, a capo della divisione per i trasporti su strada dell’Etf, ha dichiarato che la valutazione della decisione della Germania di aprire il mercato nel 2013 ha rivelato un “grande aumento di casi di mancato rispetto delle ore di guida da parte degli autisti di autobus.

Questa scelta sposterà inoltre i soldi verso i collegamenti più proficui, penalizzando quelli con le aree più isolate. Questo andrebbe contro il concetto di pubblico servizio e di connettività regionale, ha proseguito Tilling.

L’Etf ha anche messo in dubbio i proclami di sostenibiità portati avanti da Flixbus, sostenendo che i loro sondaggi mostravano che la maggior parte delle persone preferirebbe utilizzare l’auto al posto del bus per un viaggio a lunga percorrenza.

Flixbus ha ribattuto citando  uno studio dell’Ufficio federale tedesco per l’ambiente (Uba), che rivelava che il 36% deipaseggeri degli autobus a lunga percorrenza avrebbero preso l’auto come alternativa.

Gli appelli portati avanti da Flixbus verso i Paesi europei ancora contrari seguono, come detto, l’espansione del vettore tedesco in nuovi mercati, ovvero Russia e Brasile. Nel paese sudamericano la libera concorrenza prenderà il via da fine anno e Flixbus potrà iniziare a connettere le città principali.

Nell’Europa orientale, la compagnia intende collegare i Paesi baltici con le città russe, con una rotta già programmata tra Tallinn, in Estonia, e San Pietroburgo. Oltre all’Europa, Flixbus opera anche negli Stati Uniti, dove è il secondo vettore di bus a lungo raggio più popolare dopo l’americana Greyhound.