Tasse sul fatturato: Polonia e Ungheria vincono la battaglia in tribunale contro la Commissione Ue

Un supermercato Tesco in Ungheria. [Gyorgy Varga/EPA/EFE]

La massima corte europea ha stabilito lunedì (16 marzo) che le tasse polacche e ungheresi sul fatturato, prese di mira dalla Commissione europea per fornire un vantaggio sleale alle piccole imprese rispetto ai loro rivali stranieri più grandi, erano legali.

La Polonia e l’Ungheria hanno sfidato le conclusioni della Commissione e hanno vinto presso la Corte generale dell’Unione europea nel 2019, la seconda corte più alta dell’Ue, spingendo la Commissione ad appellarsi alla Corte di giustizia dell’Unione europea (Cgeu).

La Cgue ha respinto i ricorsi della Commissione lunedì.

“La tassa polacca sul settore del commercio al dettaglio e la tassa ungherese sulla pubblicità non violano il diritto dell’Ue sugli aiuti di Stato”, hanno detto i giudici della Cgue.

“Dato l’attuale stato di armonizzazione del diritto fiscale dell’Ue, gli stati membri sono liberi di stabilire il sistema di tassazione che ritengono più appropriato, il tal senso l’applicazione della tassazione progressiva rientra nella discrezione di ogni stato membro”.

La riforma fiscale polacca era una delle principali promesse elettorali del partito Diritto e Giustizia (PiS) quando è salito al potere nel 2015, parte di una serie di misure progettate per finanziare gli impegni di spesa sociale, che all’epoca era riuscito a sostenere senza la tassa sulla vendita al dettaglio.

Secondo lo schema, poi trasformato in legge, i venditori al dettaglio con entrate mensili superiori a 170 milioni di zloty (37 milioni di euro) dovevano essere tassati più pesantemente rispetto alle loro controparti più piccole, il che, secondo i garanti della concorrenza dell’Ue, equivaleva a un aiuto di stato illegale.

La catena portoghese Biedronka di Jeronimo Martins è il leader del mercato in Polonia, in concorrenza con la tedesca Lidl, la britannica Tesco e le catene francesi Carrefour e Auchan.

Quella ungherese era una tassa progressiva sul fatturato legata alla pubblicazione e alla diffusione di pubblicità e prevedeva anche la possibilità di dedurre le perdite riportate.

Le cause sono C-562/19 P Commissione contro Polonia e C-596/19 P Commissione contro Ungheria.