Supermercati, la Repubblica Ceca elimina le quote obbligatorie di prodotti locali

Un supermercato a Praga, 15 settembre 2020. [Martin Divisek/EPA/EFE]

Il parlamento ceco ha abolito la quota obbligatoria di prodotti di origine locale nei supermercati, che era stata introdotta a gennaio ma era contraria alle disposizioni della Commissione europea sul mercato unico.

La camera bassa del parlamento ha approvato la versione del Senato della legge sui prodotti alimentari, che include un emendamento che abolisce le quote obbligatorie di beni di origine locale da vendere nei supermercati, inserite nella prima stesura di gennaio.

La legge in generale ha lo scopo di evitare i doppi standard nel mercato alimentare, una questione che i Paesi dell’Europa orientale portano avanti da anni. Per molto tempo, infatti, si sono lamentati del fatto che i prodotti inferiori che i consumatori occidentali non volevano fossero dirottati nei Paesi orientali, più poveri.

La maggioranza dei parlamentari ha votato per rimuovere le quote martedì 13 aprile, dopo che diversi altri Stati membri avevano criticato la decisione.

Fin da quando era stata formulata, la proposta di una quota minima di prodotti locali per i supermercati è stata accolta con scetticismo dall’opinione pubblica al di fuori della Repubblica Ceca, ma anche nel  Paese stesso.

Il primo ministro ceco Andrej Babiš aveva manifestato la sua opposizione dopo la sorprendente approvazione raggiunta in parlamento a gennaio. “Si tratta di un’inutile mossa politica che viola le leggi europee”, aveva detto, nonostante la legge avesse ricevuto il supporto del suo governo e dei membri del suo partito.

Uno dei maggiori produttori alimentari cechi è Agrofert, un conglomerato che include industrie alimentari, chimiche, agricole e media di proprietà dello stesso Babiš fino al 2017, prima che lo mettesse in fondi fiduciari. Alcuni critici avevano accusato la legge di voler favorire specificamente il consorzio, che però ha negato ogni tipo di vantaggio acquisito.

Le quote avrebbero obbligato i supermercati con superficie maggiore di 400 metri quadri a offrire almeno il 55% di prodotti locali, come frutta, verdura, latte o carne. Questa percentuale avrebbe poi dovuto gradualmente salire, fino ad arrivare al 73% nel 2028.

La loro rimozione è stata accolta positivamente dai gruppi cechi come la Camera di commercio, che temeva che minassero la competitività dei negozi.

Gli oppositori sostenevano anche che le quote fornissero enormi profitti alle grandi aziende ceche, facessero aumentare i prezzi, causassero mancanze di prodotti e violassero le regole del mercato unico europeo, cosa che avrebbe potuto comportare sanzioni.

La Commissione stessa aveva dichiarato a gennaio che le restrizioni locali erano controproducenti per il libero movimento degli alimenti che ne garantisce la sicurezza.