Prorogate le misure europee per gli aiuti di Stato alle imprese

Annunci di vendita e affitto posizionati nell'accesso di un locale commerciale presso il resort di Los Delfines, isola di Minorca, Spagna, 28 giugno 2020. [EPA-EFE/David Arquimbau Sintes]

La Commissione europea ha prorogato la validità di alcune norme sugli aiuti di Stato che altrimenti scadrebbero alla fine del 2020. In questo contesto, e per tenere in debita considerazione gli effetti della crisi attuale, la Commissione, dopo aver consultato gli Stati membri, ha deciso di apportare alcuni aggiustamenti mirati alle norme esistenti al fine di mitigare l’impatto economico e finanziario dell’epidemia di coronavirus sulle aziende, prorogando le norme che sarebbero terminate il 31 dicembre 2020.

Alcune saranno estese fino al 2021, altre fino al 2023.

In generale, tranne in alcuni casi, gli aiuti di Stato sono vietati dalla normativa europea perché possono determinare distorsioni della concorrenza, favorendo determinate imprese o produzioni a scapito di altre.

La situazione della pandemia ha reso però necessario cambiare le regole. La Commissione europea ha infatti adottato un Quadro Temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia di Covid-19. 

Si tratta di una misura che dovrebbe consentire di garantire che le imprese dispongano di liquidità sufficiente per la continuità dell’attività economica. E poiché tutte le previsioni ipotizzano che le ripresa sarà molto lenta, è necessario fornire sostegno al tessuto economico e produttivo non solo durante l’epidemia di Covid-19, ma anche dopo. 

Sono previsti almeno cinque tipi di aiuti: dalle sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali selettive e acconti (fino a 800.000 euro) alle garanzie di Stato per prestiti bancari contratti dalle imprese (in modo che le Banche forniscano prestiti ai clienti che ne hanno bisogno); dai prestiti pubblici agevolati alle imprese (con tassi d’interesse particolarmente favorevoli) alle garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale, all’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine (i crediti all’esportazione consentono agli acquirenti stranieri di beni e servizi di differire il pagamento, e questo comporta un rischio di credito per il venditore cerca dunque assicurazione). 

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Tutte queste norme sugli aiuti di Stato sono prorogate in vista di un aggiornamento anche a seguito delle nuove indicazioni formulate in materia dal Green Deal.
Il Consiglio Ue ha chiesto tra l’altro una semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato su ambiente ed energia, per agevolare il sostegno agli investimenti per la transizione energetica.

L’Osservatorio sui conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli aveva fatto un’analisi dei possibili squilibri tra i diversi Paesi europei, che hanno una diversa capacità di offrire aiuti di Stato alle proprie imprese, ed era emerso che però non ci fosse una chiara correlazione tra livello del debito pubblico e aiuti approvati.

Il problema principale rimane quello della definizione di «impresa in difficoltà» in nome della quale potrebbero essere a rischio il contributo a fondo perduto e altri aiuti previsti per l’emergenza coronavirus. Per il contributo a fondo perduto previsto dal Governo italiano, ad esempio, la circolare 15/E delle Entrate precisa che l’aiuto non può essere concesso alle imprese che si trovavano in una situazione di difficoltà al 31 dicembre 2019.