L’UE dà a Google 2 mesi per migliorare i risultati di ricerca per hotel e voli

La spiaggia di Tropea. EPA-EFE/ANGELO CARCONI

Alphabet Google ha due mesi di tempo per migliorare il modo in cui presenta i risultati di ricerca su internet per voli e hotel, e spiegare il modo in cui li classifica. Il richiamo è arrivato lunedì 26 luglio da parte della Commissione Europea e dalle autorità nazionali di cooperazione per la tutela dei consumatori, con una lettera formale all’azienda statunitense.

Sulla homepage dell’azienda Google LLC si legge: “La nostra missione è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili”. E quasi tutti ci affidiamo al motore di ricerca più famoso del mondo proprio perché ordini per noi una serie di informazioni che cerchiamo a partire da una banalissima chiave di ricerca: con il servizio Google Maps possiamo conoscere in tempo reale la nostra posizione, calcolare un percorso verso una destinazione, cercare il carrozziere più vicino se abbiamo un problema alle gomme della macchina, controllare dove sono posizionati gli autovelox in autostrada, oppure inviare ad un amico i dettagli della nostra posizione in tempo reale, in modo da trovarci davanti al ristorante esattamente nello stesso momento; con Google Images possiamo cercare le foto di qualsiasi cosa, selezionando quelle prive di diritti d’autore; con Google Books possiamo cercare i libri che sono stati scritti sul tema che ci appassiona in quel momento, e così via.

Se Internet è una sorta di gigantesco contenitore di tutte le informazioni possibili, i motori di ricerca come Google, sono qualcosa di più: perchè tutte le informazioni possibili sono miliardi e miliardi, il punto vero è come organizzare queste informazioni, come selezionarle per importanza, come presentarle all’utente in un certo ordine. In altre parole, come dire all’utente quali sono le poche informazioni, su miliardi di possibili risultati, che vale la pena considerare.
Quando cerchiamo un libro su Napoleone andiamo in libreria e chiediamo al librario di aiutarci a trovarne uno; solo gli studiosi di storia napoleonica leggono tutti i libri che siano stati scritti su Bonaparte. Con Google facciamo quotidianamente la stessa cosa: anche se non ne siamo del tutto consapevoli, quando immettiamo la chiave di ricerca nel motore di ricerca è come se gli stessimo chiedendo di consigliarci un libro su Napoleone.

Forse è meglio lasciare da parte l’esempio della lettura e pensare a qualcosa come alla pianificazione di un viaggio. Anche in questo caso è come se andassimo in agenzia viaggi a chiedere un consiglio per trovare un volo o un hotel a Parigi, senza naturalmente pagare la commissione all’agenzia. È quello che avviene con Google Flights, un servizio di ricerca di prenotazioni di voli online che facilita l’acquisto di biglietti aerei, e Google Hotel Finder che serve invece per trovare un hotel. A Parigi ci sono centinaia e centinaia, forse addirittura migliaia, di hotel, appartamenti, B&B e controllarli tutti è sostanzialmente impossibile. Sempre più spesso, anziché andare in un’agenzia viaggi per trovare la soluzione più adatta a noi, andiamo su Google. Anche perchè per l’appunto è gratis. Il punto è che non è del tutto vero, o almeno questo è quello che sostiene la Commissione europea. Le autorità antitrust UE e quelle dei gruppi di consumatori hanno dato all’azienda due mesi di tempo per spiegare come classificano i risultati e per rendere trasparenti i prezzi dei propri servizi Google Flights e Google Hotels.

I prezzi finali dovrebbero includere le tasse o le commissioni che possono essere calcolate in anticipo, mentre i prezzi di riferimento utilizzati per calcolare gli sconti promozionali dovrebbero essere chiaramente identificabili; questa è la posizione della Commissione,  dei gruppi di consumatori nazionali, guidati dall’agenzia olandese e dalla Direzione generale belga per l’ispezione economica. “I consumatori dell’UE non possono essere ingannati quando usano i motori di ricerca per pianificare le loro vacanze. Dobbiamo permettere ai consumatori di fare le loro scelte sulla base di informazioni trasparenti e imparziali”, ha spiegato il commissario europeo per la Giustizia Didier Reynders.

Google ha commentato la notizia così: “Accogliamo con favore questo dialogo e stiamo lavorando a stretto contatto con le agenzie di protezione dei consumatori e la Commissione europea per vedere come possiamo apportare miglioramenti che saranno positivi per i nostri utenti e fornire ancora più trasparenza”.