L’Austria propone tariffe aeree minime contro le low-cost, ma nell’Ue non si può fare

Alcuni aerei di Austrian Airlines (AUA) a terra all'aeroporto internazionale di Vienna; la compagnia potrebbe tagliare 1.100 dei 7.000 posti di lavoro entro il 2023 e ridurre i salari del 13%. EPA-EFE/CHRISTIAN BRUNA

La decisione dell’Austria di fissare una tariffa aerea minima, che di fatto andrebbe a colpire duramente le compagnie low-cost, ha destato preoccupazione nell’Ue. L’indiscrezione viene da un portavoce, intervenuto nel corso di un dibattito sulla politica ambientale in cui si discuteva proprio dell’impatto delle compagnie aeree tradizionali e delle low-cost.

Il progetto di stabilire una tariffa minima di 40 euro per ciascuna tratta era stato annunciato da un ministro (in quota Verdi) del governo austriaco lo scorso giugno; immediatamente si era capito che l’idea avrebbe avuto un impatto molto negativo sugli operatori low-cost.

Di fronte alla pressione crescente rispetto all’ipotesi di aumentare delle tasse delle compagnie aeree, con lo scopo di limitare le emissioni di gas serra, alcune compagnie di bandiera come Lufthansa e Air France-Klm hanno fatto una controproposta che potrebbe schiacciare gran parte del mercato low-cost: l’idea appunto delle tariffe minime.

L’Austria ha presentato la sua proposta dopo aver concesso 600 milioni di euro di aiuti di stato a Austrian Airlines, di proprietà della Lufthansa, nel quadro delle misure di emergenza varate per l’emergenza da Covid-19 che ha avuto ovviamente un impatto fortissimo sul traffico aereo e su tutto il settore della mobilità e dei trasporti.

Da quasi un anno ormai, le possibilità offerte dalla libertà di circolazione nell’area Schengen non sono sfruttate: niente più weekend nelle capitali europee, niente più viaggi e niente più corsa per accaparrarsi il biglietto più conveniente. Le regole sono cambiate drasticamente e le compagnie del settore, low-cost o meno, si sono ritrovate in grande difficoltà.

La Commissione europea “si aspetta di ricevere informazioni più dettagliate dalle autorità austriache sul contenuto preciso delle misure previste”, ha detto mercoledì (3 febbraio) alla Reuters il portavoce dell’esecutivo Ue. Il ministero austriaco dell’ambiente e dei trasporti non ha per ora fornito risposte ad una richiesta di commento.

Il problema è la violazione del principio della libera concorrenza: la disposizione sulla “libertà in materia di tariffe” all’interno del principale regolamento dell’Unione europea sui servizi aerei del 2008 stabilisce che le compagnie aeree “fissano liberamente le tariffe aeree” per i voli all’interno dell’Ue. Leggiamo infatti che “i vettori aerei comunitari e, per reciprocità, i vettori aerei dei paesi terzi fissano liberamente le tariffe aeree passeggeri e merci per i servizi aerei intracomunitari”.

Una delle azioni decisive per centrare gli obiettivi climatici è sicuramente quella per ridurre l’impatto ambientale causato dal settore dell’aviazione, ma per farlo bisogna rimanere nel quadro delle regole del mercato comune, che cercano di tutelare i cittadini europei. “La Commissione sostiene le misure per promuovere l’ecologizzazione dell’aviazione, e dei trasporti in generale, che sono compatibili con le regole del mercato interno”, ha detto il portavoce dell’Ue.

“Come sempre, la Commissione verificherà se le nuove misure sono in linea con le regole comuni dell’Ue e, se necessario, avvierà un dialogo con le autorità austriache” con l’obiettivo di trovare una soluzione per garantire l’applicazione della normativa comunitaria per il mercato interno dell’aviazione.

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