L’Antitrust Ue indaga sulla proposta di fusione tra Fiat-Chrysler e Psa

La fusione tra FCA e PSA potrebbe ridurre la concorrenza nel settore dei furgoni, secondo la Commissione europea. [EPA-EFE/MAURITZ ANTIN / CHRISTOPHE PETIT TESSON]

La Commissione europea ha aperto un’indagine approfondita sulla fusione, notificata dalle due aziende lo scorso 8 maggio. La preoccupazione è che la transazione possa ridurre la concorrenza nel settore dei veicoli commerciali leggeri.

Secondo la Commissione, la fusione tra i gruppi Fca e Psa potrebbe danneggiare significativamente la concorrenza nel settore dei furgoni di massa inferiore a 3,5 tonnellate, quelli che in Italia si possono condurre con la patente B.

“Il mercato dei van è molto importante, Fiat e Peugeot hanno una posizione molto forte nel settore in diversi Paesi dell’Ue. Valuteremo attentamente.” ha affermato la Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

In merito alle motivazioni dell’indagine, la Commissione spiega che in diversi Paesi Fiat e Peugeot hanno già una posizione di leader nel mercato dei furgoni, perciò la fusione eliminerebbe di fatto la principale concorrenza.

I Paesi individuati dalla Commissione dove la concorrenza si ridurrebbe sono 14: Italia, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Regno Unito e Ungheria. Non si pone invece il problema nel settore delle automobili, perché i concorrenti sono maggiori e con dimensioni considerevoli.

FCA e PSA intendono proseguire

Le società coinvolte nella fusione hanno confermato la volontà di andare avanti poco dopo l’annuncio dell’indagine, da cui dovrà scaturire una decisione entro il 22 ottobre 2020. “I preparativi per la fusione proseguono come da programma. L’obiettivo condiviso è finalizzare l’operazione entro la fine del primo trimestre 2021” hanno confermato le società in una nota congiunta.

“Forniremo alla Commissione europea e alle altre autorità di regolamentazione coinvolte informazioni dettagliate sui benefici derivanti dalla fusione per i clienti, l’industria in Europa e ciascuno dei due gruppi coinvolti” spiegano le aziende nel comunicato.

Fca e Psa aggiungono infine che “le autorità antitrust di diversi altri Paesi hanno già dato la loro approvazione, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia”.