Corte Ue: le esenzioni fiscali concesse dal Belgio alle multinazionali sono illegali

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Le esenzioni fiscali concesse dal Belgio a imprese multinazionali a partire dal 2005 attraverso meccanismi di ‘tax ruling’, per un importo complessivo di 942 milioni di euro, sono “illecite”, e quindi la Commissione europea ha accertato “giustamente” l’esistenza di un regime di aiuti”. Lo ha sancito la Corte di giustizia dell’Ue giovedì 16 settembre, in una sentenza che annulla quella pronunciata dal Tribunale Ue a febbraio 2019, e rinvia la causa di nuovo allo stesso Tribunale.

I tax ruling sono un istituto attraverso cui le multinazionali possono concordare con le autorità fiscali di uno Stato il trattamento fiscale per un periodo di tempo determinato. Dal 2005, si legge nella sentenza, “il Belgio applica un sistema di esenzione degli utili in eccesso delle entità belghe integrate in gruppi multinazionali di società”.

Queste entità potevano fruire di un ‘tax ruling’ se avessero dimostrato “l’esistenza di una nuova situazione, quale una riorganizzazione comportante la rilocalizzazione dell’impresa centrale in Belgio, la creazione di posti di lavoro o la realizzazione di investimenti. In tale contesto, erano esentati dall’imposta sulle società gli utili considerati ‘in eccesso'”.

Nel 2016, la commissaria Ue per la Concorrenza, Margrethe Vestager, aveva deciso che la parziale esenzione dal pagamento di imposte sugli utili per 55 aziende con sede in Belgio che facevano parte di gruppi multinazionali costituiva un elemento di “grave distorsione” della concorrenza, e aveva ordinato al paese di recuperare 942 milioni di euro dalle imprese che avevano beneficiato di questi trattamenti.

Una di esse, Magnetrol International, aveva fatto ricorso al Tribunale Ue assieme al governo belga. Nel febbraio 2019 il Tribunale aveva annullato la decisione della Commissione, stabilendo che l’Antitrust guidata da Vestager aveva sbagliato a considerare l’accordo tra lo stato belga e le aziende come un regime di aiuti. L’esecutivo dell’Ue aveva quindi fatto ricorso in appello alla Corte di giustizia contro la decisione.

Nella sua sentenza, la Corte ha annullato il verdetto del Tribunale e ha sancito che quest’ultimo “è incorso in vari errori di diritto. Inoltre, relativamente alla prova dell’esistenza di un approccio sistematico” da parte delle autorità belghe nei confronti delle aziende, la Corte ha ritenuto “che il campione delle decisioni esaminate dalla Commissione (22 rulings sul totale delle 66 selezionate in modo ponderato) può, per sua natura, essere rappresentativo di un approccio sistematico”.

“Lo stato degli atti”, scrive però la Corte, “non consente di statuire sulla controversia per quanto riguarda i motivi di ricorso vertenti, in sostanza, sull’erronea qualificazione dell’esenzione degli utili in eccesso come aiuto di Stato” e “sulla violazione dei principi di legalità e di tutela del legittimo affidamento, nella misura in cui sarebbe stato erroneamente disposto il recupero dei presunti aiuti”. Da qui la decisione di rinviare la causa al Tribunale perché decida su questi aspetti.