La Corte dei conti indaga sulle spese della Commissione Ue per le società di consulenza

Kpmg è stata la società di consulenza che ha ricevuto più fondi europei dal 2016 al 2019. [Wallace Woon/EPA/EFE]

La Corte dei conti europea sta esaminando i contratti milionari della Commissione con società di consulenza esterne per valutare l’equità degli accordo presi, ha confermato un portavoce dell’istituzione a Euractiv giovedì 18 marzo.

Tra il 2016 e il 2019, la Commissione europea ha speso oltre 462 milioni di euro in contratti con le società di consulenza PwC, Ey, Kpmg e Deloitte, conosciute come le Big Four del settore, secondo le stime pubblicate da Euractiv giovedì 18 marzo.

I fondi spesi per le grandi società di consulenza sono aumentati dopo l’avvio del Programma di supporto delle riforme strutturali della Commissione europea. Nel solo 2019, le Big Four hanno vinto contratti da 24,38 milioni di euro, finanziati dalla Commissione, per fornire assistenza tecnica agli Stati membri in 91 riforme in campi come la giustizia, la salute o il mercato del lavoro.

“Stiamo verificando le spese della Commissione per le consulenze esterne”, ha dichiarato un portavoce della Corte dei conti europea. “Questa revisione ci permetterà di comprendere se la Commissione ottiene un buon rapporto qualità/prezzo, proteggendo nel contempo i suoi interessi, quando si avvale di consulenti assunti da contraenti”, ha aggiunto. Il report dovrebbe essere pubblicato all’inizio del 2022.

Il coinvolgimento delle società di consulenza nella definizione delle politiche ha sollevato preoccupazioni interne al Parlamento europeo, dato che alcune delle gare di appalto potrebbero rappresentare un potenziale conflitto di interesse, tra cui i contratti con McKinsey nel settore dell’intelligenza artificiale.

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea per l’agenda digitale e la concorrenza, Margrethe Vestager, ha dichiarato che il lavoro delle società di consulenza è necessario per “materie estremamente complesse”.

In un’intervista con Euractiv e un gruppo di media nazionali, ha menzionato alcuni casi dove i suoi servizi hanno avuto bisogno del supporto di  consulenti, tra cui la determinazione del prezzo dei crediti non esigibili nei bilanci delle banche.

“Se c’è un caso bancario e i crediti in sofferenza devono essere trattati, hanno un valore contabile e uno di mercato. E molto spesso i due non coincidono. Questo è il problema dei crediti in sofferenza”, ha dichiarato Vestager.

“Non possiamo avere quel tipo di competenza interna, perché dovremmo spendere molte risorse per averla passivamente anche quando non la usiamo. E non sarebbe efficiente”, ha aggiunto in difesa dell’uso di consulenti esterni.

Ha spiegato che in questi casi, la Dg Concorrenza ha firmato un contratto quadro con contraenti esterni, “così sappiamo di avere i prezzi corretti” quando la sua squadra non può fare il lavoro da sola. “Immagino che sia l’approccio dei colleghi e delle altre Commissioni, ma non lo posso sapere perché non ho quel tipo di visione d’insieme”, ha aggiunto Vestager.

Alcuni dei contratti firmati con le Big Four includevano uno studio sui centri per i consumatori europei (275.625 euro per Deloitte) e un report sull’alfabetizzazione sui mercati dei capitali (un contratto da 130.625 euro con Ey).